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Hubble, le supernovae potrebbero aver frenato la luce primordiale

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Le osservazioni del telescopio spaziale Hubble mettono in discussione una delle idee più diffuse su come l’universo primordiale sia riuscito a liberarsi della sua nebbia cosmica. Per molto tempo si è dato per scontato che le supernovae, cioè le esplosioni che segnano la fine di alcune stelle, avessero aiutato la luce a farsi strada attraverso la foschia di idrogeno che avvolgeva il cosmo delle origini. I nuovi dati suggeriscono invece uno scenario diverso, e quelle stesse esplosioni potrebbero aver avuto l’effetto opposto.

Non è una questione da addetti ai lavori, o almeno non soltanto. Capire in che modo l’universo sia diventato trasparente alla radiazione ionizzante significa ricostruire uno dei passaggi più importanti della sua storia, quello che ha permesso alla luce più energetica di viaggiare libera nello spazio invece di restare intrappolata nel gas. E quando un tassello dato per acquisito comincia a vacillare, tutto il quadro va riletto con occhi nuovi.

Hubble: una foschia di idrogeno che tratteneva la luce

Per farsi un’idea basta immaginare una nebbia fitta che avvolge ogni cosa. Nelle prime fasi della sua vita il cosmo era immerso in una coltre di idrogeno capace di ostacolare il passaggio della radiazione più energetica. Finché quella foschia restava al suo posto, la luce prodotta dalle prime sorgenti faticava a spingersi lontano. Il cambiamento decisivo è arrivato quando questa radiazione è riuscita a sfuggire e a diffondersi, rendendo l’universo progressivamente trasparente.

La domanda che gli astronomi si pongono da anni riguarda proprio il meccanismo. Quali fenomeni hanno aperto la strada alla luce? Chi o cosa ha permesso alla radiazione ionizzante di uscire dagli ambienti in cui veniva generata e di propagarsi nello spazio? Su questo punto le supernovae sembravano candidate ideali, tanto che il loro contributo veniva considerato quasi un fatto acquisito nella ricostruzione dell’universo primordiale.

Supernovae, da alleate a possibile ostacolo

Ed è qui che entrano in gioco le osservazioni di Hubble. L’opinione comune assegnava a queste esplosioni stellari un ruolo positivo, quello di favorire la fuga della luce attraverso la foschia. I nuovi dati raccolti dal telescopio spaziale invitano però alla cautela e aprono la porta a un’interpretazione rovesciata. Le supernovae, in altre parole, potrebbero aver ostacolato il processo invece di agevolarlo.

Si tratta di un’ipotesi e non di una sentenza definitiva, ma il peso è notevole. Se le esplosioni stellari non hanno contribuito a diradare la nebbia cosmica, o addirittura l’hanno resa più difficile da attraversare, allora il racconto di come l’universo si sia liberato della sua coltre di idrogeno va almeno in parte riscritto. Gli scienziati dovranno cercare altrove i fattori che hanno davvero permesso alla luce di uscire allo scoperto, oppure rivedere il modo in cui le diverse componenti hanno interagito tra loro.

Il punto centrale resta il ribaltamento di prospettiva. Quella che sembrava una spiegazione solida, accettata da buona parte della comunità scientifica, ora appare molto meno scontata. Il ruolo delle supernovae nel rendere il cosmo trasparente alla radiazione ionizzante non è più un dato su cui contare a occhi chiusi, e sono proprio le osservazioni di Hubble a sfidare la convinzione secondo cui queste esplosioni avrebbero aiutato la luce a sfuggire alla foschia di idrogeno dell’universo primordiale.

Fonte: TecnoAndroid

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