Huawei Pura X Max ha debuttato in Cina a fine aprile con un form factor che spezza la consuetudine dei pieghevoli a libretto: più largo, più squadrato, decisamente fuori dagli schemi. Eppure quella che oggi sembra una scelta originale presto diventerà familiare, perché è proprio il design che Apple avrebbe selezionato per il suo primo iPhone pieghevole e quello che Samsung porterà sul mercato con Galaxy Z Fold 8 nella variante “Wide”, attesa addirittura per luglio.
Il dispositivo è già passato sotto la lente della prova diretta, e ne sono emerse le particolarità di una soluzione che privilegia la fruizione di contenuti multimediali rispetto al multitasking o all’uso con una sola mano. Una filosofia diversa, insomma, rispetto a quella che ha guidato finora i foldable tradizionali.
Numeri che raccontano un successo
La domanda vera era un’altra: come avrebbe reagito il pubblico a questo approccio inedito? Le risposte arrivano dai dati. Secondo quanto condiviso dall’analista @RDObservation, Pura X Max avrebbe toccato circa 343.700 unità vendute nel primo mese di commercializzazione, superando i risultati iniziali di prodotti come Mate X7 e della precedente generazione della famiglia Pura X. Tradotto: tra i pieghevoli firmati Huawei, questo è piaciuto più degli altri.
C’è poi un dettaglio che salta all’occhio nella distribuzione delle vendite. La Collector’s Edition, la versione più esclusiva e costosa della gamma, avrebbe coperto da sola circa 198.500 unità, ovvero più della metà del totale. Segno evidente che una fetta consistente di acquirenti è pronta a sborsare di più pure di mettere le mani sulla variante premium. Anche le rilevazioni di Counterpoint Research confermerebbero un andamento superiore rispetto ai precedenti foldable Huawei nelle prime settimane di disponibilità.
La filosofia dietro il display
A spiegare il ragionamento che ha portato a questo prodotto ci ha pensato Yu Chengdong, Executive Director di Huawei e presidente della divisione Terminal BG. Stando al dirigente, il team di sviluppo ha concentrato gli sforzi sul formato del display interno, optando per un rapporto d’aspetto pari a √2:1 con il dispositivo aperto. Una proporzione ispirata ai fogli A4, pensata per rendere più naturale la visualizzazione dei contenuti e garantire un passaggio fluido tra la modalità aperta e quella chiusa.
L’obiettivo dichiarato era eliminare alcune anomalie di visualizzazione che hanno accompagnato parecchi pieghevoli tradizionali. E c’è di più: l’azienda sostiene di aver notato come molti utenti usino i foldable soprattutto da chiusi, e proprio per questo ha lavorato con cura anche sull’esperienza del display interno una volta aperto, intervenendo su cornici, proporzioni dei contenuti e comfort visivo.
Il successo iniziale lascia intendere che il mercato stia premiando una strada diversa rispetto al passato. Presto si capirà come accoglierà il pubblico occidentale Galaxy Z Fold 8, che come detto monterà un form factor molto simile. Per l’iPhone pieghevole, invece, servirà ancora pazienza, almeno fino alla classica finestra di lancio autunnale di Apple.