Lo standard HDMI 2.2 è ormai a un passo dal debutto e nelle ultime ore è arrivata una conferma importante direttamente dal presidente e amministratore delegato della società che lo sviluppa e ne gestisce le licenze. I produttori di chip stanno già lavorando ai primi campioni di hardware, mentre le procedure di certificazione e validazione sono in pieno svolgimento. Secondo la roadmap ufficiale il nuovo protocollo dovrebbe arrivare sul mercato già nei primi mesi del 2027. Detto questo, per una buona fetta di consumatori resterà probabilmente una novità superflua ancora per diversi anni.
La vera differenza rispetto al passato sta nella velocità. Con HDMI 2.2 la banda massima di trasferimento dati raddoppia, passando da 48 Gbps a 96. Sulla carta questo significa poter gestire flussi video molto più pesanti e complessi, soprattutto su televisori e impianti home theater. Se il limite teorico dell’attuale HDMI 2.1 è di 4K a 120 FPS oppure 8K a 60 FPS, con il nuovo standard si potrà arrivare fino a 240 FPS in 4K o 120 FPS in 8K. Parliamo ovviamente di flussi non compressi e grezzi, quelli più impegnativi in assoluto.
C’è poi un margine ulteriore. Sfruttando tecnologie come la Display Stream Compression si può spingere ancora più in là, fino a configurazioni come 8K a 240 Hz e frequenze di refresh che superano i 1.000 Hz a risoluzioni più contenute. Numeri da capogiro, certo, ma c’è un dettaglio che conviene tenere bene a mente.
Attenzione alle etichette e alle specifiche
Come già accaduto con la versione attuale del protocollo, non tutti i dispositivi HDMI 2.2 saranno uguali. Non sarà obbligatorio supportare i 96 Gbps, e alcuni prodotti potranno fermarsi a 80 o addirittura a 64. Tradotto in parole povere, l’etichetta sulla scatola da sola non basterà. Prima di comprare un televisore, una soundbar o un cavo bisognerà leggere con attenzione le specifiche tecniche dettagliate, altrimenti il rischio è quello di portarsi a casa qualcosa di diverso da ciò che si pensava.
Al di là della banda, ci sono altre novità interessanti per chi ha impianti audio video domestici più articolati. La più rilevante è il Latency Indication Protocol, conosciuto anche con la sigla LIP. Si tratta di una tecnologia pensata per migliorare la sincronizzazione tra immagini e audio nei sistemi che mettono insieme più componenti, come televisori, soundbar e sintoamplificatori. Un problema noto a chiunque abbia un setup un po’ complesso, dove a volte la voce sembra arrivare leggermente sfasata rispetto a ciò che si vede sullo schermo.
La gestazione di questo standard, va detto, è stata piuttosto lunga. La presentazione iniziale risale al CES 2025 di Las Vegas, quando le specifiche precise non erano nemmeno state finalizzate. Sul piano tecnico tutto poggia sulla nuova generazione della tecnologia FRL, acronimo di Fixed-Rate Link, che tra le altre cose dovrebbe semplificare l’adozione del nuovo standard e ridurre alcuni dei problemi di compatibilità emersi durante i primi anni di diffusione dell’attuale HDMI 2.1.