La sicurezza diventa il vero biglietto da visita di HarmonyOS 7, il sistema operativo che HUAWEI ha mostrato in occasione dell’evento HDC. Il colosso cinese ha scelto di mettere al centro non solo la tecnologia, ma anche un tema che tocca da vicino chiunque usi uno smartphone ogni giorno, ovvero la difesa contro le truffe digitali che, va detto, si fanno sempre più sofisticate.
Accanto a un’architettura pensata per l’intelligenza artificiale e all’assistente virtuale Celia, HUAWEI ha lavorato parecchio su un pacchetto di strumenti dedicati alla protezione degli utenti. Sei nuove funzioni anti-frode, per la precisione, che il produttore ha voluto presentare anche se con una certa cautela, lasciando intendere che il lavoro di rifinitura è ancora in corso.
Le sei funzioni anti-frode pensate per gli utenti
A illustrare le novità è stato Richard Yu, Presidente di HUAWEI Consumer Business Unit, che ha preferito non scendere troppo nei dettagli. Il motivo è semplice, l’azienda continuerà a perfezionare queste funzioni anti-frode fino al rilascio ufficiale, quindi ogni descrizione resta volutamente generica per ora.
Il primo strumento riguarda la prevenzione delle truffe basate su script. Parliamo di quei messaggi, via SMS o vocali, in cui qualcuno cerca di estorcere dati personali, password monouso o altre informazioni sensibili facendo leva su copioni preconfezionati. A questo si aggiunge una funzione di rilevamento dei trasferimenti internazionali, pensata probabilmente per tenere d’occhio le transazioni transfrontaliere e i movimenti di dati sospetti.
C’è poi un sistema di annullamento remoto delle chiamate, utile quando qualcosa va storto e serve bloccare tutto a distanza. E ancora una funzione che individua i codici QR pericolosi, quelli che con un semplice scan possono spingere a scaricare malware o ad autorizzare pagamenti mai voluti. Un dettaglio non da poco, visto quanto i QR code siano ormai ovunque.
Siti falsi e scansioni facciali sotto controllo
Le ultime due novità di HarmonyOS 7 chiudono il cerchio sul fronte sicurezza. La prima è la capacità di riconoscere i siti web falsi e quei pop-up che dichiarano di aver rilevato un virus, salvo poi installare app dannose o veri e propri malware sul dispositivo. Un trucco vecchio quanto il web, ma ancora terribilmente efficace.
La seconda, forse la più interessante, è la protezione contro le scansioni facciali false. Con il riconoscimento del volto diventato uno standard per sbloccare telefoni e autorizzare pagamenti, la possibilità di smascherare tentativi di inganno basati su immagini o ricostruzioni artificiali assume un peso notevole. HUAWEI sembra averci pensato bene.
Tutto questo si inserisce in una visione più ampia, quella di un sistema operativo costruito attorno all’intelligenza artificiale agentica, capace cioè di agire in autonomia per anticipare i problemi prima che diventino tali. Le sei funzioni anti-frode non viaggiano da sole, ma fanno parte di un disegno che vede la protezione dell’utente integrata fin nelle fondamenta del software.