Il leggendario Warthog Run che chiude Halo 3 è ancora oggi una delle sequenze finali più memorabili mai viste in uno sparatutto in prima persona. Una corsa adrenalinica e teatrale, un saluto affettuoso alla fuga disperata di Master Chief e Cortana dall’anello in esplosione del primo capitolo, Combat Evolved. Eppure, e questo è il dettaglio che sorprende, quel finale così iconico avrebbe potuto avere tutt’altra forma. Tra gli sviluppatori principali, infatti, c’era chi spingeva con forza per una scena di volo ispirata a Star Wars, e nello specifico al ritorno dello Jedi.
Sembra quasi assurdo immaginare un epilogo diverso da quello che conosciamo. Il Warthog Run funziona così bene proprio perché chiude un cerchio, riportando il giocatore esattamente dove tutto era cominciato. Ma dietro le quinte la faccenda non è stata così pacifica. A raccontarlo è stato Robert Stokes, lead del design delle campagne di Halo 3, che ha spiegato come l’approccio adottato fosse diverso rispetto a Halo 2. L’idea era ragionare in termini di momenti capaci di strappare un entusiasmo immediato e altri pensati per spiazzare e mettere in tensione il giocatore.
Quella filosofia ha guidato gran parte delle missioni più riuscite del gioco, a quanto pare senza grosse discussioni. Il problema è arrivato proprio sul finale. Stokes parla apertamente di una piccola battaglia interna su come chiudere la storia, con visioni contrapposte che andavano risolte in un modo o nell’altro.
Halo 3: la missione volante con la Banshee mai realizzata
Uno degli sviluppatori principali, di cui non è stato fatto il nome, spingeva con convinzione perché il finale diventasse una missione di volo a bordo di una Banshee. L’idea era netta: invece di mettersi al volante di un Warthog e sfrecciare attraverso una megastruttura Forerunner che crolla pezzo dopo pezzo, il giocatore avrebbe dovuto fuggire volando. Un chiaro omaggio alla fuga dalle viscere della seconda Morte Nera vista in Star Wars: Il ritorno dello Jedi.
Va detto che, in fondo, l’ispirazione non sarebbe stata così fuori luogo. Star Wars è la space opera per eccellenza, e non stupirebbe scoprire che altre battaglie della serie abbiano attinto al lavoro di George Lucas. Ma il finale di Halo 3, con quel ritorno alle origini di Master Chief, ha qualcosa di intoccabile. È un momento che chiude tutto al punto giusto.
Curiosamente, o forse no, la missione finale di Halo 4 si apre proprio con una sequenza di volo, quella in cui si pilota l’F-41 Broadsword all’interno di un’enorme nave da guerra Forerunner. Difficile non pensare che lì, in qualche modo, quell’idea ispirata a Star Wars sia tornata a galla. Eppure il finale di Halo 3 resta quello che ha lasciato il segno più profondo, a conferma che rendere omaggio al passato della serie tende a pagare più del provare a rincorrere altre proprietà intellettuali.
Intanto, sul fronte delle riedizioni, il port per PS5 di Halo Campaign Evolved porta con sé requisiti piuttosto rigidi per la cooperativa in split-screen. Entrambi i giocatori devono disporre di un abbonamento PSN e di un account Xbox per poter giocare insieme sullo stesso schermo.