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Guida autonoma in Italia, il Politecnico chiede regole certe

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La guida autonoma in Italia è ormai a un passo dal diventare qualcosa di concreto, ma senza regole chiare rischia di restare confinata alle sperimentazioni. A lanciare l’allarme è l’Osservatorio European Autonomous Driving del Politecnico di Milano, che chiede di portare a termine il percorso normativo tracciato dal nuovo Codice della Strada. Il messaggio è piuttosto netto: la tecnologia avanza, le norme invece arrancano ancora.

Il riconoscimento dei veicoli automatizzati all’interno del Codice è stato senza dubbio un passaggio importante. Da solo però non basta. Per far partire davvero dei servizi commerciali serve una disciplina chiara e soprattutto applicabile, altrimenti i progressi ottenuti sul piano tecnico difficilmente si tradurranno in qualcosa di accessibile per chi si sposta ogni giorno.

Il nodo del veicolo senza nessuno a bordo

L’ostacolo più grosso riguarda una questione precisa, cioè stabilire a quali condizioni un mezzo a guida autonoma possa circolare senza una persona dentro. Il nuovo impianto normativo, almeno in una prima fase, prevede la presenza di un controllore pronto a intervenire in caso di emergenza. La possibilità di una supervisione da remoto invece non è affatto scontata e dipende da ulteriori disposizioni. È un dettaglio che segna la distanza tra una prova su strada e un servizio vero e proprio.

Su questo punto gli esperti del Politecnico di Milano indicano tre priorità. Prima di tutto servono tempi certi, così da sapere quando le regole ancora mancanti diventeranno operative. Poi responsabilità proporzionate al ruolo che ciascun soggetto svolge effettivamente e infine procedure autorizzative trasparenti. Sono richieste che possono sembrare molto tecniche ma che toccano il cuore del problema, perché senza un quadro definito chi lavora nel settore si muove in un terreno incerto.

Robotaxi e robosharing alla prova dei conti

C’è poi un aspetto economico tutt’altro che secondario. L’obbligo di avere un operatore su ogni singolo veicolo rischia infatti di ridurre la sostenibilità di servizi come i robotaxi e il robosharing. Si tratta di soluzioni che secondo l’Osservatorio potrebbero contribuire a trasformare la mobilità urbana, ma che faticano a reggersi in piedi se ogni auto deve comunque portarsi dietro una persona. Il vantaggio dell’automazione, insomma, verrebbe in buona parte ridimensionato proprio dalle regole pensate per accompagnarla.

I numeri aiutano a capire la posta in gioco. Le stime dell’Osservatorio parlano di benefici socioeconomici potenziali che potrebbero arrivare fino a 6,1 miliardi di euro di costi sociali evitati in Italia tra il 2028 e il 2050. Il calcolo tiene conto degli effetti sugli incidenti e sulle emissioni locali, due fronti su cui i veicoli senza conducente potrebbero incidere in modo significativo nei prossimi decenni.

Per il Politecnico completare il quadro normativo vuol dire creare le condizioni per valorizzare le competenze italiane, sostenere la filiera tecnologica e favorire la nascita di nuovi servizi di mobilità. Il tutto mantenendo la sicurezza al centro dello sviluppo della guida autonoma nel Paese.

Fonte: TecnoAndroid

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