La storia del mega leak di Grand Theft Auto VI potrebbe non essere affatto chiusa. Anzi, a distanza di quasi tre anni da quel clamoroso episodio del settembre 2022, spuntano nuove voci che riaprono il caso e aggiungono un capitolo potenzialmente ancora più grave: il codice sorgente del gioco sarebbe già “in giro”, anche se nessuno lo avrebbe ancora pubblicato online.
Per chi non ricordasse i fatti, nel 2022 una massiccia fuga di materiale interno di Rockstar Games aveva portato alla diffusione di decine di filmati di sviluppo del gioco. Gameplay in fase preliminare, asset ancora grezzi, sequenze che non avrebbero dovuto vedere la luce per anni. Fu uno dei leak più devastanti nella storia dei videogiochi. Dietro tutto quello c’era Arion Kurtaj, un hacker legato al gruppo Lapsus$, poi arrestato nel Regno Unito e successivamente incarcerato.
Messaggi dal carcere: cosa avrebbe detto Kurtaj
Ed è proprio dal carcere che arriva la nuova, presunta bomba. Stando a quanto riportato dall’utente conosciuto online come videotechuk_ (o ben), Kurtaj avrebbe fatto circolare alcune dichiarazioni piuttosto esplicite. L’hacker, che sarebbe riuscito a introdurre di nascosto uno smartphone nella prigione britannica dove è detenuto, avrebbe comunicato tramite WhatsApp con altri utenti. E il succo del messaggio sarebbe questo: il codice sorgente di Grand Theft Auto VI è già da qualche parte.
Attenzione però, perché qui bisogna muoversi con i piedi di piombo. Non esistono screenshot ufficiali di queste conversazioni, non ci sono prove verificabili e la fonte resta difficile da confermare in modo indipendente. Quello che circola online è una ricostruzione di uno scambio in cui Kurtaj si sarebbe detto sorpreso dal fatto che il codice sorgente non fosse ancora comparso pubblicamente. Avrebbe suggerito che il materiale “è sicuramente da qualche parte”, per poi evitare di approfondire quando gli è stato fatto notare che effettivamente nulla è stato diffuso.
Perché il codice sorgente è così importante
Per chi non mastica sviluppo software, vale la pena spiegare una cosa. Il codice sorgente non è un semplice file qualunque: rappresenta l’ossatura tecnica completa di un videogioco. Contiene tutta la struttura del progetto, le logiche di funzionamento, gli strumenti proprietari. Se qualcuno ne entrasse in possesso, potrebbe analizzarlo, modificarlo o addirittura sfruttarlo per replicare porzioni del software. Per un titolo delle dimensioni di Grand Theft Auto VI, parliamo di un asset dal valore enorme, sia economico che strategico.
C’è poi un altro scenario che diversi osservatori stanno considerando: chi fosse davvero in possesso di questo materiale potrebbe semplicemente attendere il momento giusto per venderlo. Nei circuiti clandestini della rete, dati del genere possono valere cifre enormi. Nessuna fretta di pubblicare qualcosa gratis quando si può monetizzare con calma.
Rockstar Games, dal canto proprio, non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale sulla vicenda. Silenzio totale, come del resto è nello stile della casa di sviluppo. Nel frattempo la community resta con gli occhi puntati su Grand Theft Auto VI, uno dei giochi più attesi di sempre, che evidentemente continua a generare clamore anche ben prima del suo lancio.