Tra i tanti retroscena che circondano l’attesissimo titolo, uno dei più dolorosi riguarda chi quel gioco lo ha costruito ma probabilmente non lo toccherà mai. Jack Hoxby, ex addetto al controllo qualità, è uno dei circa trenta sviluppatori che Rockstar Games ha licenziato lo scorso anno mentre si discuteva della formazione di un sindacato interno. In un’intervista rilasciata alla BBC, ha raccontato che con ogni probabilità non giocherà mai a GTA 6, nonostante ci abbia lavorato sopra per anni.
Un colpo troppo forte da sopportare
Le parole di Hoxby lasciano poco spazio all’interpretazione. Ha ammesso di non sapere davvero se proverà il gioco. “Sicuramente non credo che lo comprerò”, ha detto. “Personalmente non credo che riuscirò a costringermi a farlo. Ovviamente, molti dei miei amici probabilmente riceveranno copie in regalo dall’azienda, e probabilmente altre persone lo compreranno”.
C’è una nota di incertezza, però, quando immagina cosa potrebbe succedere più avanti. “Probabilmente ci giocherò prima o poi, ma è difficile dirlo”, ha spiegato l’ex sviluppatore. “Potrei arrivarci e provare a sedermi e giocare, e semplicemente sarebbe troppo, non sarei dell’umore giusto per giocarci. Probabilmente riporterebbe a galla troppi ricordi. Ma non ne sono sicuro. Ad essere onesti, è una cosa a cui ho pensato parecchio”. È il genere di confessione che racconta più di mille analisi quanto possa pesare un licenziamento quando arriva nel mezzo di un lavoro fatto con dedizione.
La vicenda sindacale dietro i licenziamenti
Per capire da dove nasce tutto bisogna tornare allo scorso anno, quando l’Independent Workers’ Union of Great Britain ha accusato l’azienda di attività antisindacale illegale. L’accusa è arrivata dopo il licenziamento di una trentina di dipendenti sparsi tra le sedi del Regno Unito e del Canada, tutti iscritti al sindacato oppure impegnati nel tentativo di costituirlo.
La compagnia ha difeso la propria decisione parlando di diffusione di informazioni riservate, senza però mai chiarire pubblicamente quali fossero davvero i dati finiti fuori. La vicenda ha scatenato proteste davanti agli uffici di Rockstar e in più occasioni è arrivata sui banchi del Parlamento britannico.
Sul versante legale le cose non si stanno mettendo bene per l’azienda. Di recente un tribunale del lavoro ha respinto la richiesta avanzata dalla società di tenere fuori dal processo imminente le accuse relative all’inserimento in liste di proscrizione. Il processo è fissato nei mesi che precederanno l’uscita del gioco, prevista per il 19 novembre su PS5, Xbox Series X e Series S.