In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Più che il seguito naturale di GTA V, GTA 6 sembra quasi il figlio diretto di Red Dead Redemption 2. Il nuovo capitolo di Rockstar Games è tra i titoli più attesi in assoluto e porta con sé una promessa precisa, quella di unire innovazione e realismo, due qualità che la casa di sviluppo ha ereditato dal grande successo ottenuto nel 2018. Ed è proprio guardando a quell’anno che si capisce perché il legame con il western sia così forte, forse persino più di quello con l’ultimo episodio della serie criminale.
Per molti giocatori il paragone viene spontaneo. Sulla carta GTA 6 dovrebbe proseguire il percorso iniziato da GTA V, eppure le aspettative che lo circondano parlano un’altra lingua. Si respira l’idea che il vero punto di partenza sia l’avventura nel selvaggio West e non la Los Santos del capitolo precedente. Non si tratta di una questione di ambientazione o di trama, ovviamente, ma di approccio e di ambizione.
Il 2018 e la svolta di Rockstar Games
Colpisce quanto la percezione generale nei confronti di Rockstar Games sia cambiata in modo radicale dal 2018 in avanti. Quell’anno è stato importantissimo per lo sviluppatore anglosassone, una sorta di spartiacque che ha ridefinito la sua immagine agli occhi del pubblico e della critica. E pensare che la software house non partiva certo da zero. Era già famosissima, piena di riconoscimenti e considerata da tempo una delle realtà più solide dell’intero settore.
Eppure Red Dead Redemption 2, arrivato proprio in quella stagione così rilevante per l’industria videoludica, ha riscritto le sorti dello studio. Non si è limitato ad aggiungere un altro successo a un curriculum già ricchissimo, ma ha cambiato il modo stesso in cui si guarda a Rockstar. Da quel momento il nome della compagnia è diventato sinonimo di cura maniacale e di mondi credibili, oltre che di blockbuster capaci di vendere tantissimo.
Questo passaggio pesa parecchio quando si parla di GTA 6. L’asticella non è più quella fissata da GTA V, che pure resta un fenomeno enorme, ma quella alzata dal western. Il pubblico si aspetta di ritrovare la stessa attenzione, la stessa profondità, lo stesso desiderio di spingersi un passo oltre.
Perché GTA 6 guarda più al western che a GTA V
Ecco allora che l’idea di un sequel spirituale di Red Dead Redemption 2 smette di sembrare una provocazione. Il filo che collega i due progetti è fatto di filosofia più che di contenuti. Il realismo che ha reso celebre l’avventura del 2018 è esattamente ciò che ci si aspetta di trovare nel nuovo Grand Theft Auto, insieme a quella spinta verso l’innovazione che Rockstar ha dimostrato di saper gestire meglio di chiunque altro.
GTA V rappresenta ancora oggi un punto di riferimento, ma appartiene a una fase precedente della storia dello studio. Red Dead Redemption 2 invece segna l’inizio di un nuovo corso, quello in cui la casa di sviluppo ha smesso di essere soltanto molto brava e ha cominciato a essere vista come un modello da imitare. È naturale quindi che GTA 6 venga letto attraverso questa lente.
Fonte: TecnoAndroid


