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Il lancio fissato per il 19 novembre si avvicina e attorno a GTA 6 l’atmosfera si è fatta parecchio elettrica, perché all’attesa per il ritorno a Vice City si è aggiunta una coda di polemiche che Rockstar, almeno per ora, sembra intenzionata a ignorare. Il punto di partenza è noto: la scelta di distribuire la copia fisica del gioco senza disco all’interno della confezione ha fatto storcere il naso a moltissimi giocatori. Poi è arrivata la seconda decisione, quella che ha davvero acceso la miccia.
Parliamo della preview esclusiva riservata a Netflix, un’anteprima limitata a poche ore prima che lo stesso video venisse caricato normalmente su YouTube e sul sito ufficiale del titolo. Una finestra minuscola, sulla carta, eppure sufficiente a scatenare una reazione a catena. Perché da lì in poi la rete si è riempita di materiale non autorizzato, e i leak hanno cominciato a circolare con una velocità che ha messo in difficoltà anche chi cerca di tenerne traccia.
Il gruppo Cyberleek e le rivendicazioni contro Rockstar
A rivendicare la paternità di questa ondata di fughe di notizie è il gruppo hacker Cyberleek, che ha spiegato piuttosto chiaramente il motivo delle sue azioni. Al centro delle rivendicazioni ci sono proprio le due decisioni citate sopra, la confezione fisica priva di disco e l’anteprima riservata a una piattaforma in streaming. Secondo il collettivo, Rockstar starebbe costruendo un contesto sfavorevole per i consumatori, con il rischio concreto di cambiare in peggio l’intero mercato videoludico.
L’accusa, in sostanza, è quella di sfruttare l’enorme aspettativa che accompagna GTA 6 per introdurre pratiche difficili da digerire, sapendo che un titolo di questo peso può permettersi scelte che altrove verrebbero respinte al mittente. Una logica da apripista, insomma, dove il gioco più atteso degli ultimi anni diventa il banco di prova per abitudini commerciali destinate poi a diffondersi.
La caccia ai leaker e il messaggio interno ai dipendenti
Rockstar una reazione l’ha avuta, ma non nella direzione che qualcuno si aspettava. Nessun passo indietro, nessuna revisione delle scelte contestate. L’azienda si è mossa esclusivamente per proteggere il gioco da ulteriori fughe di materiale, attivandosi nella caccia ai leaker e coinvolgendo anche Discord e Microsoft nelle operazioni. Per il resto, la linea è rimasta identica a prima.
Sul fronte interno, invece, è arrivato un messaggio pensato per calmare le acque. Rockstar avrebbe condiviso con i propri dipendenti una comunicazione destinata a rassicurarli sulla situazione, sottolineando come i leak non abbiano compromesso il lavoro svolto fino a questo momento sul gioco. Un modo per dire che il progetto procede, che nulla di quanto finito in rete mette in discussione la qualità o la tenuta di quanto costruito finora.
Resta il fatto che la macchina promozionale attorno a Vice City continua a girare senza correzioni di rotta, mentre le due decisioni contestate restano esattamente dove erano. L’evento Netflix è confermato, la formula della copia fisica pure. E il calendario, dal canto suo, non si muove di un millimetro: il 19 novembre è ancora lì, segnato in rosso, con un livello di attenzione difficile da paragonare a qualsiasi altra uscita recente del settore.








