La camminata laterale dei granchi è probabilmente una delle cose più riconoscibili del mondo animale. Eppure, per quanto familiare, nessuno era mai riuscito a spiegare davvero come e quando questa andatura così particolare si fosse sviluppata. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista eLife, coordinato dalla Nagasaki University in Giappone, ha finalmente fatto chiarezza: analizzando il più ampio set di dati comparativi sulla locomozione di questi crostacei, il team di ricerca internazionale ha fatto risalire l’origine della camminata laterale a un antenato comune vissuto circa 200 milioni di anni fa.
Per capire il contesto, vale la pena ricordare che i cosiddetti “veri granchi” (Brachyura) rappresentano il gruppo più numeroso di crostacei decapodi, con quasi 8 mila specie censite. Un numero enorme, soprattutto se paragonato a quello degli Anomura, il loro gruppo gemello, o degli Astacidea, i parenti più stretti. Tra l’altro, la forma corporea tipica dei granchi si è evoluta più volte in modo indipendente anche in crostacei che granchi non sono, attraverso un fenomeno chiamato carcinizzazione: praticamente, specie diverse finiscono per assomigliare ai granchi veri pur non appartenendo a quel gruppo. La camminata laterale, però, resta una prerogativa quasi esclusiva dei veri granchi e offre diversi vantaggi. Quello più significativo riguarda la capacità di sfuggire ai predatori, che non riescono a prevedere la direzione di fuga. Come ha spiegato Yuuki Kawabata, autore principale dello studio: “La locomozione laterale potrebbe aver contribuito in modo significativo al successo ecologico dei veri granchi.”
Come si è arrivati a questa scoperta
Per ricostruire la storia della camminata laterale dei granchi, i ricercatori hanno condotto analisi comportamentali su 50 specie diverse. Ogni specie è stata osservata per 10 minuti all’interno di arene circolari di plastica progettate per riprodurre il più possibile il loro ambiente naturale. Il risultato: 35 specie sono state classificate come abili nella camminata laterale, mentre le restanti 15 camminavano in avanti. Questi dati sono stati poi incrociati con i risultati di uno studio precedente che aveva ricostruito la storia evolutiva dei Brachyura.
La conclusione è piuttosto netta. L’origine della camminata laterale risale all’inizio del Giurassico, subito dopo l’estinzione del Triassico, in un periodo segnato dalla formazione della Pangea, dall’espansione degli habitat marini poco profondi e dalla prima Rivoluzione marina del Mesozoico. Tutti fattori che hanno moltiplicato le opportunità ecologiche per questi animali.
Un singolo evento evolutivo, non una coincidenza ripetuta
Il dato forse più sorprendente è che il passaggio alla camminata laterale dei granchi si è verificato una sola volta nella storia evolutiva, a partire da un singolo antenato capace di camminare in avanti, alla base degli Eubrachyura, il gruppo che comprende le specie di granchi più evolute. “Questo singolo evento contrasta nettamente con la carcinizzazione, che si è verificata ripetutamente in diverse specie di decapodi,” ha precisato Kawabata. “Ciò evidenzia che, sebbene le forme del corpo possano convergere più volte, i cambiamenti comportamentali come la deambulazione laterale possono essere rari.”
Eppure, proprio questa rarità sembra aver rappresentato un vantaggio decisivo. I dati raccolti dal team sono coerenti con l’idea che la camminata laterale abbia funzionato come una vera e propria innovazione chiave, permettendo ai veri granchi di colonizzare un’ampia gamma di nicchie ecologiche. “Tali innovazioni possono aprire nuove opportunità adattative, pur rimanendo vincolate dalla storia filogenetica e dai contesti ecologici,” ha aggiunto Kawabata. “Grazie a osservazioni comportamentali dirette e a un quadro filogenetico, questo lavoro amplia la comprensione di come le modalità di spostamento negli animali si diversifichino e persistano nel corso dell’evoluzione.”