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GPT 6 Cyber di OpenAI scova 81 falle inedite in Firefox

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OpenAI ha presentato nelle ultime ore GPT 6 Cyber, un modello di intelligenza artificiale sviluppato apposta per la sicurezza informatica. Il suo compito va oltre la semplice ricerca di errori nel codice, perché riesce anche a verificare quanto siano davvero pericolose le falle individuate e contribuisce alla preparazione delle correzioni. Detto così potrebbe sembrare un dettaglio tecnico, ma in realtà è il passaggio più delicato dell’intero processo.

Individuare una vulnerabilità in un software è già un lavoro complicato, che richiede tempo, competenze e parecchia pazienza. Dimostrare che qualcuno potrebbe sfruttarla concretamente per compromettere un sistema è però tutta un’altra faccenda, ed è proprio su questo secondo fronte che l’intelligenza artificiale sta facendo passi avanti piuttosto impressionanti. Una cosa è sapere che una porta ha una serratura difettosa, un’altra è dimostrare che qualcuno riuscirebbe davvero ad aprirla. Il nuovo modello di OpenAI lavora esattamente su questa distinzione, che per chi si occupa di difesa dei sistemi fa tutta la differenza del mondo.

Le falle scoperte in Firefox

I primi risultati riguardano programmi che milioni di persone usano ogni giorno. Durante le attività di ricerca, GPT 6 Cyber ha individuato 81 vulnerabilità ad alta gravità che fino a quel momento nessuno conosceva all’interno di Firefox, il browser sviluppato da Mozilla. Non è finita qui, perché il sistema ha anche dimostrato che altre 30 falle già documentate erano in realtà più pericolose di quanto si pensasse.

Quest’ultimo aspetto merita una piccola pausa. Una debolezza già nota e catalogata come poco rischiosa tende infatti a scivolare in fondo alla lista delle priorità, e capita che resti lì per parecchio tempo. Rivalutarne la gravità significa spostarla in cima alla coda e accelerare gli interventi. Mozilla ha ricevuto tutte le segnalazioni e ha già distribuito diverse correzioni, quindi una parte del lavoro svolto dal modello si è tradotta in aggiornamenti reali per chi usa il browser.

I numeri su Linux e sugli exploit

Se il bilancio su Firefox è già notevole, quello relativo a Linux è ancora più consistente. Qui GPT 6 Cyber è riuscito a riprodurre ben 1.724 vulnerabilità nel kernel, cioè il cuore del sistema operativo, la parte che gestisce le risorse della macchina e fa dialogare hardware e software. Un problema a questo livello può avere conseguenze molto più ampie rispetto a un difetto in una singola applicazione.

Il dato forse più significativo riguarda però gli exploit. Il modello ne ha sviluppati 948 funzionanti, ovvero procedure in grado di sfruttare concretamente una debolezza del sistema. In pratica si tratta della prova che una falla non è soltanto teorica ma può essere usata davvero da qualcuno con cattive intenzioni. Realizzare un exploit che funzioni richiede normalmente un lavoro lungo e specialistico, e proprio per questo la capacità di un’intelligenza artificiale di produrne in queste quantità rappresenta un salto netto rispetto al passato. Lo scopo, va ricordato, è quello di verificare la reale pericolosità di un problema prima che lo faccia qualcun altro. Accanto a questi risultati, il modello ha permesso di segnalare ai responsabili del progetto Linux 304 problemi critici, ciascuno accompagnato da possibili correzioni da valutare e integrare nel codice del kernel.

Fonte: TecnoAndroid

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