Google Traduttore compie vent’anni e per festeggiare porta con sé una novità che in tanti aspettavano: la correzione della pronuncia tramite intelligenza artificiale. Non si tratta di un semplice aggiornamento estetico, ma di una funzione che cambia il modo in cui milioni di persone possono usare lo strumento più famoso al mondo per le traduzioni. La nuova feature si chiama “pronunciation practice” e fa esattamente quello che promette: si parla nella lingua che si sta cercando di imparare e il sistema restituisce un feedback in tempo reale su cosa si sta sbagliando. Tono, articolazione, pronuncia. Tutto viene analizzato dall’AI, parola per parola.
Come funziona la pratica della pronuncia su Google Traduttore
Il meccanismo è piuttosto semplice. Si seleziona la lingua che si vuole esercitare, si parla nel microfono, e l’intelligenza artificiale di Google Traduttore fa il resto: analizza ciò che viene detto e segnala dove la pronuncia non è corretta o poco comprensibile. Non è pensato per sostituire un corso strutturato, questo va detto. L’idea è un’altra: offrire a chi sta per affrontare una conversazione reale, magari un viaggio, un colloquio, una telefonata, quella dose di sicurezza in più che arriva dal sapere che le parole escono nel modo giusto.
Chi conosce Duolingo avrà già notato la somiglianza. La celebre app per l’apprendimento delle lingue offre da tempo una funzionalità simile. Google, però, ha deciso di portarla direttamente dentro il Traduttore, che vanta numeri decisamente diversi: oltre un miliardo di utenti mensili e circa mille miliardi di parole tradotte ogni mese tra Traduttore, Ricerca, Lens e Cerchia e Cerca. Numeri che rendono qualsiasi nuova funzione, anche se piccola, potenzialmente enorme per impatto.
Dove è disponibile e quando arriverà in Italia
Qui viene la nota dolente, almeno per chi legge dall’Italia. La funzione di correzione della pronuncia su Google Traduttore è al momento disponibile solo per gli utenti Android negli Stati Uniti e in India, e supporta tre lingue: inglese, spagnolo e hindi. Nessuna indicazione su quando potrebbe arrivare in altri Paesi, in altre lingue o su iOS. Per la lingua italiana e per il mercato italiano, quindi, bisognerà pazientare. Google non ha fornito una tempistica, il che lascia tutto piuttosto aperto.
È chiaro, però, che con una base utenti così vasta l’incentivo per espandere questa funzione c’è tutto. Se Google Traduttore riuscisse a coprire più lingue e più mercati, potrebbe trasformarsi da semplice strumento di traduzione passiva a qualcosa di molto più vicino a una piattaforma di apprendimento linguistico attivo. Un terreno che fino a oggi è stato dominato quasi esclusivamente da app dedicate come Duolingo.
Vent’anni e un miliardo di utenti
Il lancio della pratica della pronuncia coincide con il ventesimo anniversario di Google Traduttore, e non è un caso. Google stessa ha descritto questa funzione come una delle più richieste di sempre dagli utenti. Dopo due decenni passati a tradurre testi, siti web, immagini e conversazioni, il passo verso l’aiuto attivo nella pronuncia sembra quasi naturale. Il Traduttore non vuole più limitarsi a dire come si scrive una frase in un’altra lingua, ma vuole anche aiutare a dirla bene, ad alta voce.