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Le nuove immagini satellitari di Google Maps mostrano finalmente cosa resta della Striscia di Gaza dopo l’offensiva israeliana. Ci sono quartieri spariti, palazzi ridotti a cumuli di detriti e strade che tagliano ciò che un tempo erano aree residenziali. Per la prima volta in oltre un anno l’applicazione ha aggiornato le fotografie di gran parte del territorio palestinese con scatti risalenti a febbraio 2026, che permettono di confrontare le zone prima e dopo i bombardamenti. Apple Maps invece non ha ancora fatto lo stesso e così, passando da un servizio all’altro, il paesaggio cambia radicalmente.
La differenza non è passata inosservata. Diversi profili sui social hanno accusato l’azienda di Cupertino di aver ripristinato una vecchia versione delle immagini, lasciando intendere pressioni politiche da parte israeliana o dell’amministrazione Trump, che in materia di mappe ha già imposto alle Big Tech la propria volontà. Le cose però stanno diversamente perché Apple semplicemente non ha ancora aggiornato le immagini satellitari di quell’area. Almeno per ora.
Da Rafah a Gaza City, quello che una mappa mostra e l’altra no
Il contrasto salta all’occhio a Tel al Sultan, nel sud della Striscia vicino a Rafah. Sulle mappe di Apple gran parte degli edifici risulta ancora in piedi, mentre su Google di quei palazzi se ne contano appena una decina. Stessa sorte per il Villaggio Svedese, a ridosso del confine con l’Egitto, dove al posto delle abitazioni oggi si vedono soltanto distese di macerie. Tranne appunto sull’app di Cupertino, che continua a proporre uno scenario ormai lontano dalla realtà.
Prima dell’offensiva scattata dopo gli attacchi guidati da Hamas del 7 ottobre 2023, Gaza City contava circa 650 mila abitanti. Un’analisi preliminare del Centro satellitare delle Nazioni Unite (Unosat) indicava che a ottobre 2025 l’83% degli edifici cittadini era stato danneggiato dalle operazioni militari israeliane. Le foto aggiornate mostrano la scomparsa di interi palazzi nel centro urbano, lungo via Omar Mukhtar e attorno allo Stadio Palestinese, e in alcune zone tra i detriti sono spuntate le tende degli sfollati.
Tra le strutture colpite c’è anche l’ospedale Al Shifa, il più grande complesso medico della Striscia, assediato e bombardato dall’esercito israeliano tra ottobre e novembre 2023 e poi di nuovo a marzo 2024. Gli attacchi hanno causato centinaia di vittime e reso l’edificio inagibile, eppure su Apple Maps appare ancora integro e pronto ad accogliere i pazienti. Lo stesso vale per il quartiere costiero di Rimal, un tempo tra i più benestanti della città e sede di diversi uffici del governo palestinese. Il 5 settembre 2025 l’esercito israeliano ha fatto esplodere la Torre Mushtaha, il palazzo più alto di Gaza con i suoi 14 piani, innescando un effetto domino che oggi è ben visibile su Google ma di cui non c’è traccia sull’alternativa di Apple.
Il porto, la moschea e i campi del nord
L’impatto diventa ancora più diretto con una passeggiata virtuale lungo il porto di Gaza. Grazie alle nuove immagini si vedono le tende degli sfollati occupare la spiaggia e circondare gli edifici rimasti in piedi, un panorama che le fotografie precedenti o non aggiornate non riescono a restituire.
Dopo quasi tre anni di conflitto il bilancio è pesantissimo e a confermarlo, oltre alle foto, ci sono le Nazioni Unite. L’Onu stima 1,9 milioni di sfollati forzati e 371.888 abitazioni distrutte o danneggiate. Oltre il 60% della popolazione ha perso la casa, più della metà degli ospedali è fuori servizio e quasi tutte le scuole sono inagibili. L’economia della Striscia si è contratta dell’84% e lo sviluppo di Gaza, sempre secondo le Nazioni Unite, ha subito una battuta d’arresto di 77 anni. Tra i luoghi simbolo colpiti figura anche la Grande Moschea, che nelle nuove immagini porta i segni della distruzione mentre in quelle vecchie conserva ancora il suo aspetto originario.
La devastazione si estende pure a nord. Beit Hanoun e Jabalia, centri storicamente legati all’agricoltura grazie alla fertilità dei loro terreni, risultano gravemente danneggiati e interi quartieri sono stati rasi al suolo. Anche qui le immagini aggiornate rivelano ampi solchi scavati dall’esercito israeliano per isolare, raggiungere o distruggere aree che prima ospitavano campi coltivati, strade e case. Una tattica che compare e svanisce a seconda che si apra Google Maps o Apple Maps.
Fonte: TecnoAndroid


