I profili di ricerca sono la nuova trovata di Google per dare a editori e creatori uno spazio tutto loro all’interno del motore di ricerca, e l’annuncio è arrivato direttamente da Mountain View attraverso un post sul blog ufficiale. L’idea di fondo è semplice: offrire un modo più diretto per definire la propria presenza su Ricerca, mettere in mostra i contenuti e aiutare le persone a trovare informazioni accurate e aggiornate sulle fonti che seguono.
Il team di sviluppatori dell’azienda lavora da tempo per migliorare applicazioni e servizi del colosso statunitense, e stavolta a beneficiarne è proprio il cuore pulsante di tutto, ovvero il motore di ricerca. Secondo quanto spiegato, questi profili rappresentano uno spazio dedicato e condivisibile, pensato per dare visibilità ai contenuti su diverse piattaforme senza costringere l’utente a saltellare da un posto all’altro.
Come funzionano i profili di ricerca di Google
Detto in parole povere, i profili di ricerca diventano un punto centrale dove editori e creatori possono raccogliere i loro articoli più recenti, i video e i post pubblicati sui social. Per chi naviga, il vantaggio è immediato: si possono seguire le fonti preferite con un paio di tocchi, aumentando così le probabilità di ritrovarsi quei contenuti dentro Discover, lo spazio che compare nella schermata iniziale dell’App Google.
Sui dispositivi mobile l’accesso avviene in più modi. Si può passare dal pannello informativo di un creatore o di un editore, toccare il loro nome direttamente su Discover, oppure arrivarci tramite un URL diretto. Niente di complicato, insomma, e questo è uno dei punti su cui Google ha puntato di più.
Chi può richiedere il proprio profilo
Qui le cose si fanno più selettive. Non basta avere un account social per ottenere il proprio spazio: servono numeri di un certo peso. Gli editori e creatori devono vantare un seguito consistente su almeno una delle principali piattaforme. Si parla di almeno 100.000 utenti su YouTube, Instagram o X, oppure di almeno 300.000 follower su TikTok.
Chi rientra in questi parametri può fare richiesta e poi personalizzare la propria pagina come meglio crede. C’è spazio per un avatar, una biografia, il collegamento al sito web, i vari profili social e video, e altri contenuti ritenuti importanti. In pratica una sorta di biglietto da visita digitale, costruito su misura e ben visibile direttamente sul motore di ricerca.
Per ora la novità riguarda soltanto gli Stati Uniti. I profili di ricerca partono da lì, ma Google ha già fatto sapere di voler estendere la funzione anche ad altri Paesi in futuro, senza però indicare tempistiche precise. Restano quindi da scoprire i mercati che verranno coinvolti nelle prossime fasi di distribuzione.
