Le voci di Gemini su Google Home stanno creando un bel po’ di malcontento tra gli utenti. Il passaggio da Google Assistant al nuovo assistente basato su Gemini doveva segnare un salto di qualità, ma per parecchi possessori di dispositivi Google Home le cose non sono andate esattamente come sperato. Anzi, il problema è esploso in fretta, soprattutto tra gli utenti di lingua inglese.
Gemini e le voci: accenti improbabili e nomi che non aiutano
Le proteste si sono concentrate principalmente su Reddit, dove diversi utenti hanno iniziato a segnalare qualcosa di piuttosto evidente: molte delle voci disponibili dopo il passaggio a Gemini suonano strane. Non strane nel senso di leggermente diverse. Strane nel senso che sembrano parlate da qualcuno che non è madrelingua inglese, con accenti poco naturali e inflessioni che risultano fuori posto. Secondo diverse testimonianze, solo pochissime opzioni, qualcuno parla addirittura di un paio appena, mantengono un tono più vicino a quello che ci si aspetterebbe da un assistente vocale pensato per il mercato anglofono.
Ma non è finita qui. A far storcere il naso è anche la scelta dei nomi assegnati alle voci. Google ha optato per denominazioni del tutto astratte, che non danno alcun indizio sulla resa sonora effettiva. Bloom, Croton, Calathea: sembrano più nomi da catalogo botanico che etichette utili per orientarsi nella selezione di una voce. Calathea, per esempio, viene accompagnata da una descrizione che la associa a un accento inglese australiano. Peccato che diversi utenti abbiano espresso dubbi piuttosto netti sul fatto che quell’accento ricordi davvero l’australiano. Il risultato complessivo è un quadro confuso, dove le voci di Gemini su Google Home deludono sia per la qualità fonetica sia per come vengono presentate all’utente.
La risposta di Google: correttivi in arrivo
Va detto che da Mountain View la reazione è arrivata con tempi relativamente rapidi, cosa non scontata quando si parla di segnalazioni provenienti dalla community. Un delegato ufficiale ha risposto direttamente nei canali di supporto confermando che effettivamente più di qualcosa non funzionava a dovere. Nessun tentativo di minimizzare, almeno a parole: è stato annunciato che sono in lavorazione dei correttivi mirati per sistemare la situazione.
Resta il fatto che il passaggio da Google Assistant a Gemini su questa tipologia di dispositivi ha evidenziato fragilità che forse andavano intercettate prima del rilascio. Le voci sono uno degli elementi con cui gli utenti interagiscono più spesso ogni giorno, e un passo falso su questo fronte si nota subito. Google lo ha riconosciuto, e ora toccherà vedere quanto velocemente arriveranno gli aggiornamenti promessi per restituire a Google Home un’esperienza vocale all’altezza delle aspettative.