Il nuovo Google Home Display comincia a prendere forma, e stavolta non si tratta di semplici voci di corridoio. Nel codice dell’app Google Home sono spuntati riferimenti piuttosto chiari a una fotocamera integrata, un dettaglio che riporta la memoria al vecchio Nest Hub Max del 2019 e che sembra confermare la direzione presa dal gruppo di Mountain View. La domanda ormai non riguarda più il se questo schermo intelligente arriverà, ma soltanto il quando.
Cosa si nasconde nel codice dell’app
L’indizio arriva da un teardown dell’applicazione, quel lavoro certosino di analisi delle righe di codice che spesso anticipa mesi prima quello che l’azienda ufficializzerà. E qui salta all’occhio la presenza di una fotocamera, assente invece sul Nest Hub 2nd Gen del 2021. L’idea sarebbe quella di trasformare il dispositivo in qualcosa di simile a una telecamera di sorveglianza domestica, capace di registrare e salvare gli eventi che accadono nell’ambiente.
Il funzionamento, almeno stando a quanto emerge, prevede due livelli. Gratuitamente si potrebbe contare su uno storage delle clip fino a 3 ore, mentre con un abbonamento a pagamento si arriverebbe a ben 60 giorni di cronologia eventi e 10 giorni di acquisizione continua. Non manca poi il microfono per i comandi vocali, che si attiverebbe in automatico quando viene rilevato un rumore ambientale, pronto a catturarlo e archiviarlo.
Privacy, design e possibile debutto
Tutto questo, però, dovrà scontrarsi con le normative sulla privacy dei singoli paesi. In alcuni territori certe funzioni potrebbero non essere attivate del tutto, oppure lo saranno solo in parte. Non è escluso, per esempio, che durante una registrazione compaia un avviso ben visibile sullo schermo, con la possibilità di fermare il tutto con un semplice tocco. Restano ancora da chiarire diversi dettagli tecnici, come la risoluzione del sensore e il tipo di ottica scelta, quindi l’ampiezza del campo visivo.
Sul fronte del design non ci si aspettano grandi stravolgimenti, e in fondo non ce ne sarebbe nemmeno bisogno. Quello che invece è dato quasi per scontato è la piena integrazione nell’ecosistema domestico di bigG, il supporto allo standard Matter, la compatibilità con Android e iOS e, immancabile, la presenza di Gemini con tutto il suo bagaglio di funzioni basate sull’intelligenza artificiale. Per quanto riguarda la presentazione, l’ipotesi più ottimistica parla di agosto, in concomitanza con l’arrivo dei nuovi Pixel 11, ma è bene non farci troppo affidamento.
C’è poi un aspetto che va oltre le specifiche tecniche. Questo nuovo prodotto avrà anche il compito di mettere ordine nel catalogo, almeno dal punto di vista del marchio. Oggi lo store ufficiale propone già uno speaker con il nome di Google, mentre lo schermo intelligente porta ancora il nome Nest. Uno strascico di quell’acquisizione risalente a oltre dieci anni fa, che ha generato non poca confusione nelle scelte del gruppo e, diciamolo, anche nella testa di chi acquista.