L’esperienza di Google Gemini su Android sta per cambiare in modo piuttosto evidente. Il colosso di Mountain View sta lavorando a un restyling che coinvolge due elementi centrali dell’assistente: l’overlay, cioè quella finestra flottante che si sovrappone alle altre app, e Gemini Live, la modalità di conversazione in tempo reale. Le novità arrivano sia dall’analisi del codice interno dell’app (APK teardown della versione 17.13.61) sia dai primi cambiamenti visibili nella versione beta 17.3 del Google app.
Partiamo dall’overlay. Il pannello sovrapposto di Gemini si muove verso un design più pulito e compatto. Le icone diventano più sottili, il campo di testo si restringe leggermente, e la scritta “Chiedi a Gemini” guadagna in dimensioni. L’icona del microfono adotta uno stile a contorno, coerente con un’estetica più leggera e moderna. Quando si attiva la modalità vocale, al centro dell’overlay compare un’animazione a forma d’onda che segue la voce dell’utente. Un dettaglio di quelli che fanno la differenza nell’uso quotidiano.
Toccando il tasto “più”, si apre un pannello dal basso che raccoglie in un unico spazio tutte le opzioni creative: generazione di immagini, video, musica, accesso a Canvas, ricerca approfondita e molto altro. Le varie voci vengono presentate con icone grandi e bordi arrotondati, disposte in un carosello orizzontale che include anche i collegamenti a Foto, Fotocamera, File, Drive e Notebook. Ma la modifica forse più importante riguarda la visualizzazione delle risposte: Gemini le mostra adesso direttamente sull’overlay, senza costringere ad aprire la schermata completa dell’app. Un passaggio in meno che rende tutto più fluido.
Gemini Live abbandona la schermata dedicata
Qui la rivoluzione è ancora più marcata. Fino a oggi, avviare una sessione di Gemini Live significava ritrovarsi in una schermata separata, con controlli dedicati per video, microfono e condivisione dello schermo. Con il nuovo design, tutto questo sparisce. Live si avvia direttamente sulla schermata in uso, senza interrompere quello che si stava facendo. Un approccio molto più naturale e meno invasivo.
Fuori dall’app Gemini, la barra orizzontale che occupava buona parte dello schermo viene sostituita da un’interfaccia flottante decisamente più discreta. L’animazione a onda resta al centro, affiancata da due tasti per la condivisione dello schermo e per uscire dalla modalità Live tramite tastiera. Il tasto per i sottotitoli si sposta nell’angolo in alto a destra. E quando si inizia a navigare tra le app, l’elemento si comprime in un cerchio ancora più piccolo, riducendo al minimo l’ingombro visivo. Praticamente diventa quasi invisibile.
Anche all’interno dell’app Gemini, l’interfaccia a schermo intero viene abbandonata a favore dell’overlay, con la schermata normale che resta visibile sullo sfondo. Per interagire con i controlli basta un doppio tocco sul pulsante centrale per attivare o disattivare il microfono, mentre un tocco sulla tastiera permette di uscire dalla sessione. Le risposte generate durante la conversazione appaiono sullo schermo man mano che vengono prodotte.