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Google Calendar: ora puoi bloccare chi ti invia inviti indesiderati

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Chi convive ogni giorno con inviti a riunioni piovuti dal nulla troverà interessante la novità che Google Calendar sta iniziando a distribuire: la possibilità di bloccare direttamente un altro utente, cancellando in un colpo solo eventi e inviti già arrivati e mettendo un muro davanti a quelli futuri. Una funzione richiesta da tempo, semplice nella logica, che punta a togliere di mezzo un fastidio piccolo ma quotidiano.

Il funzionamento è lineare. Una volta inserito un contatto nella lista dei bloccati, tutto ciò che quella persona ha inviato tramite calendario sparisce dalla vista, e da quel momento in avanti nessun nuovo invito riuscirà a comparire tra gli impegni della giornata. Niente notifiche, niente eventi fantasma spuntati all’improvviso nel pomeriggio, niente doppioni da cancellare a mano. Il concetto è lo stesso che gli utenti conoscono già da altri servizi, applicato però a uno strumento dove finora l’unica difesa era la pazienza.

Un blocco che vale su tutto l’account Google

L’aspetto più rilevante riguarda il fatto che il blocco non resta confinato all’agenda. Aggiungere qualcuno alla lista nera da Calendar significa aggiungerlo alla lista di blocco dell’intero account Google, con effetto trasversale sui prodotti supportati. Tradotto in pratica: un contatto già bloccato su Gmail vedrà i propri inviti ignorati anche sul calendario, e lo stesso vale nel senso opposto. Una scelta coerente, considerato che si parla di un unico ecosistema e che sarebbe stato paradossale gestire liste separate per ogni servizio.

Resta però un limite da conoscere prima di aspettarsi miracoli. La funzione è costruita per bloccare utenti dotati di un account Google, quindi copre la casistica più comune ma non tutte. Nel caso di spam che arriva da qualcuno che non usa affatto Calendar e si limita a spedire inviti via posta elettronica, l’indicazione è di procedere direttamente da Gmail: bloccare l’indirizzo lì impedirà anche la creazione di eventi nell’agenda, chiudendo la porta a monte anziché a valle.

Rollout in corso, ma non per tutti gli utenti

La distribuzione è già partita, con i tempi tipici delle novità legate a Google Workspace: possono servire fino a 15 giorni prima che l’opzione compaia effettivamente sull’account, quindi chi non la trova subito non deve preoccuparsi. È una dinamica nota a chiunque abbia seguito l’arrivo di altre funzioni sulla suite, dove il rilascio procede a ondate anziché in blocco.

Qui però arriva il punto che farà storcere il naso a molti. La possibilità di bloccare gli utenti è riservata ai clienti Google Workspace e agli abbonati Workspace Individual. Chi utilizza un normale account gratuito, per il momento, non la vedrà comparire. Una scelta che stona un po’, perché il problema degli inviti indesiderati non riguarda soltanto chi gestisce un’agenda aziendale piena di riunioni. Anche gli account personali ricevono eventi non richiesti, promozioni mascherate da appuntamenti e inserimenti automatici che nessuno ha mai autorizzato.

L’auspicio, condiviso da parecchi utenti, è che l’estensione ai profili gratuiti sia soltanto una questione di tempo e non una linea definitiva. Google, del resto, in passato ha spesso usato Workspace come banco di prova per funzioni poi arrivate a tutti, anche se non esiste alcuna garanzia che accada anche in questo caso. Per ora la separazione è netta: da un lato chi paga e può ripulire il calendario con due tocchi, dall’altro chi continuerà a cancellare eventi uno per uno.

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