Google Gemini potrebbe presto arricchire la propria gamma di abbonamenti con un piano intermedio dal nome piuttosto curioso: AI Ultra Lite. Il nome in codice interno sarebbe “Neon”, e rappresenterebbe un tentativo di colmare quel vuoto enorme che oggi separa il piano Pro da quello Ultra nell’offerta di servizi basati sull’intelligenza artificiale del colosso di Mountain View.
Un piano pensato per chi sta nel mezzo
Il problema, in fondo, è abbastanza evidente. Oggi chi vuole usare Gemini in abbonamento si trova davanti a due opzioni: il piano Pro, che costa circa 18 euro al mese, e il piano Ultra, che arriva a sfiorare i 230 euro mensili. Una forbice gigantesca, che negli ultimi mesi è diventata sempre più difficile da giustificare, soprattutto per quegli utenti che hanno bisogno di qualcosa in più rispetto al Pro ma che non possono permettersi (o non necessitano di) un piano enterprise. AI Ultra Lite andrebbe a posizionarsi proprio lì, in quella terra di nessuno tra i due estremi, con un prezzo indicativo che dovrebbe oscillare tra i 45 e i 140 euro al mese circa. Un range che, tra l’altro, sarebbe coerente con quanto già propongono altri big del settore: sia OpenAI che Anthropic hanno già lanciato piani intermedi attorno ai 90 euro, pensati per chi ha esigenze elevate senza però dover accedere a soluzioni di livello aziendale.
La dinamica, del resto, è chiara. Più le aziende spingono sull’adozione dell’intelligenza artificiale, più cresce il consumo di token, e più gli utenti si trovano costretti a salire di livello nei piani in abbonamento oppure a passare a modelli a consumo. È un meccanismo che fa il gioco delle grandi piattaforme AI, e Google con questo nuovo piano sembra voler intercettare proprio quella fascia di utenti avanzati che oggi restano in una sorta di limbo.
In arrivo anche una dashboard per il monitoraggio dei token
Oltre al nuovo piano AI Ultra Lite, nel codice dell’ultima versione dell’app Gemini per macOS sarebbero emersi indizi relativi a un’altra novità interessante: una dashboard dedicata al monitoraggio dei token. Si tratterebbe di uno strumento che permetterebbe agli utenti di controllare in tempo reale quanto stanno consumando rispetto ai limiti previsti dal proprio abbonamento. La funzione includerebbe indicazioni su soglie temporali, come finestre di cinque ore o limiti settimanali, oltre alla possibilità di visualizzare eventuali crediti extra disponibili.
Non si tratta di un’idea del tutto originale, va detto. Anthropic offre già agli utenti di Claude uno strumento del tutto analogo da diverso tempo. Però il fatto che Google stia lavorando a qualcosa di simile conferma una tendenza precisa: rendere più trasparente e gestibile il rapporto tra consumo effettivo e costi dell’abbonamento. Soprattutto quando si parla di piani che possono arrivare a costare centinaia di euro al mese, avere sotto controllo ogni singolo token utilizzato diventa fondamentale.