Google ha recentemente aderito al sistema Piracy Shield promosso da AGCOM. Fino a poco tempo fa, l’azienda aveva resistito alle richieste della società italiana, ma con l’iniziativa introdotta a marzo dal Tribunale di Milano, Google ha iniziato a bloccare almeno 1.000 domini pirata tramite i suoi DNS. Una lotta alla pirateria digitale che le big del settore cercano di contrastare da tempo.
Piracy Shield è continuativamente all’opera, con operatori come Sky, DAZN e Mediaset che rilevano tutti i siti illegali. I provider, entro 30 minuti, li oscurano tramite DNS o IP. Il coinvolgimento di Google è rilevante perché i suoi DNS pubblici erano tra i principali strumenti usati dagli utenti per aggirare i blocchi. Tuttavia, stando a un’indagine di Dday, solo 1.000 su 20 000 domini segnalati risultano effettivamente bloccati – quindi un primo passo ma ancora insufficiente per contenere la vastità della pirateria secondo AGCOM.
Google e AGCOM si alleano nella sfida alla pirateria digitale con l’iniziativa Piracy Shield
Episodi recenti hanno coinvolto Google Drive e le cache di YouTube, a causa di alcuni errori i servizi legittimi sono finiti sulla lista nera. Queste imprecisioni sollevano dubbi sull’affidabilità di un sistema automatico e così aggressivo. Il quadro internazionale nel frattempo è in continuo mutamento. AGCOM punta a estendere Piracy Shield a VPN, CDN e tutti i motori di ricerca, disciplinando maggiormente la rimozione effettiva dei contenuti illegittimi. Esistono già sistemi europei simili, ma l’esperimento italiano – con Google come alleato – diventa un caso pilota per una cooperazione tra big tech e autorità locali che potrebbe avere ripercussioni concrete.
Anche se l’ingresso di Google al fianco di AGCOM segna un punto di svolta nel contrasto alla pirateria online, rendendo i DNS meno aggirabili, la sfida sarà proprio rendere questa collaborazione efficiente. Bisognerà preservare le piattaforme ed evitare le imperfezioni del sistema che vanno corrette rapidamente, in questo modo si potranno evitare danni a servizi legittimi e si potrà garantire equità nell’oscuramento.