God of War Laufey ha acceso parecchie discussioni dopo l’annuncio piazzato a sorpresa nel finale dello State of Play della scorsa stagione del Summer Game Fest. Sony ha mostrato circa 20 minuti di gameplay del nuovo progetto pensato per PS5, ma il dettaglio più curioso è arrivato dopo, quando si è scoperto che il gioco era nei cassetti dello studio da molto più tempo di quanto chiunque immaginasse.
A spiegarlo è stata Deborah Ann Woll, l’attrice che presta il volto a Faye in questo nuovo capitolo. Durante un panel alla Game Con Canada ha raccontato di sapere del progetto da quasi dieci anni, anche se non aveva potuto dire una parola fino al momento dell’annuncio. Una di quelle situazioni in cui devi tenere un segreto enorme e fare finta di niente.
Un cubo che nasconde più di quanto sembri
Tutto parte dal 2018, quando Cory Barlog la contattò per discutere il lavoro su God of War Ragnarök e mostrarle il gioco uscito proprio in quell’anno. In quell’occasione, ha raccontato Woll, Barlog aveva già appeso un poster dedicato al progetto su Laufey, con lei e un cubo ben visibile. Quindi sì, l’idea girava nella testa del team da parecchio.
E proprio quel cubo, diventato uno degli oggetti più chiacchierati dopo la presentazione, non sarebbe affatto un’aggiunta dell’ultimo minuto. L’attrice ha precisato che era lì fin dall’inizio e lo ha descritto come una parte profonda della lore. Insomma, avrà un peso narrativo vero, non è messo lì per fare scena.
Faye al centro e un universo da allargare
Il titolo mette al centro proprio Faye, figura già fondamentale nella saga norrena per il suo legame con Kratos e Atreus. Cambia la prospettiva rispetto agli ultimi capitoli, ma Woll ha tenuto a sottolineare che l’altra direzione della serie andrà comunque avanti per la sua strada. Questo gioco serve più che altro a espandere il mondo costruito da Santa Monica Studio.
L’attrice ha definito il ruolo un privilegio, parlando di gratitudine e di responsabilità nel guidare una fase diversa del franchise. L’obiettivo dichiarato è dare più spazio a un universo che, secondo le intenzioni del team, resta ancora in gran parte inesplorato e non legato a una sola mitologia.
C’è anche un altro tassello interessante emerso dopo la presentazione, e riguarda le vecchie voci su un God of War ambientato in Egitto. A quanto pare l’idea era reale, ma il progetto sembra voler andare oltre, includendo divinità egizie e figure appartenenti ad altri pantheon. Per questo la storia di Laufey viene descritta come un primo passo verso un’espansione più ampia della saga, con il calendario del 2027 che rende più credibile la finestra ideale di Sony per un progetto standalone.