God of War ha sempre vissuto due anime, quella più classica e quella reinventata con la saga norrena, e a tenere insieme questi due mondi è stato un personaggio in particolare. Si tratta di Faye, la madre di Atreus, una figura che ha permesso a Sony Santa Monica di fondere il vecchio e il nuovo capitolo della serie. Una scelta creativa che, a sentire chi ci ha lavorato, è nata quasi come un capriccio goloso, descritto con un paragone che resta impresso: “Posso avere cioccolato e burro di arachidi insieme?”.
God of War: quando il passato incontra il presente
L’idea di mescolare le due epoche non era affatto scontata. Il God of War originale aveva un’impronta ben precisa, fatta di mitologia greca e di un Kratos furioso e senza freni. Poi è arrivata la svolta del 2018, con il salto verso le terre del Nord e un tono molto più maturo e riflessivo. Tenere insieme questi due registri sembrava un azzardo, eppure il personaggio di Faye è diventato il ponte ideale tra le due fasi.
Chi ha contribuito allo sviluppo non ha nascosto un legame profondo con le origini della serie. “Mi sono fatto le ossa sul primo God of War“, ha raccontato, sottolineando quanto quel capitolo abbia segnato il modo di concepire il gioco. Da lì la voglia di non buttare via nulla del passato, ma di portarlo dentro la nuova narrazione in modo naturale.
Il personaggio che unisce due mondi
La figura di Faye ha quindi funzionato come collante creativo. Attraverso di lei, gli sviluppatori hanno trovato il modo di richiamare elementi della vecchia saga senza tradire la nuova direzione presa con l’avventura norrena. Un equilibrio delicato, che ha permesso di accontentare sia i fan storici sia chi si è avvicinato più di recente al mondo di Kratos.
Il paragone con il cioccolato e il burro di arachidi rende bene l’idea di due ingredienti che, presi singolarmente, funzionano già benissimo, ma che messi insieme creano qualcosa di inaspettato. È proprio questa la sensazione che ha guidato il lavoro su Sony Santa Monica, dove l’obiettivo era unire sapori diversi senza che uno coprisse l’altro.
Il risultato è una serie capace di guardare avanti senza dimenticare da dove è partita. La presenza di Faye ha dato modo di costruire una continuità che molti non si aspettavano, trasformando quello che poteva sembrare un semplice cambio di rotta in un percorso coerente, capace di legare insieme le diverse anime di God of War.