Fotografare Giove con una Game Boy Camera sembra l’idea di qualcuno che ha voluto sfidare il buonsenso, e invece il risultato ha del sorprendente. Perché sì, quel piccolo accessorio nato alla fine degli anni novanta, ormai relegato al cassetto dei ricordi, è tornato utile in un modo che nessuno avrebbe immaginato. Non era certo pensato come strumento astronomico, eppure c’è chi lo ha piegato a scopi ben più ambiziosi che immortalare gli amici in scala di grigi.
A mettersi in gioco è stato Chris Graue, musicista, regista e appassionato di tecnologia retrò. Durante una visita al Mount Wilson Observatory, in California, ha deciso di sfruttare il potente telescopio Hooker per un esperimento fuori dagli schemi. Un accostamento che fa quasi sorridere, se ci pensate. Da una parte un pezzo di storia videoludica dimenticato, dall’altra uno degli strumenti più imponenti mai puntati verso il cielo.
Un accessorio che pochi ricordano
In pochi conservano memoria di questo gadget. La Game Boy Camera fu lanciata da Nintendo nel 1998 e restò sugli scaffali soltanto fino al 2002. Poca roba, davvero, se guardiamo la sua vita commerciale. Eppure il suo fascino non si è mai spento del tutto, quantomeno tra chi coltiva la passione per la retro tecnologia. Il piccolo accessorio permetteva di scattare immagini minuscole in scala di grigi, con un’estetica fortemente pixelata e distante anni luce dalla fotografia moderna.
Ed è proprio quel limite che, nel caso di Graue, è diventato il cuore dell’esperimento. Per riuscire nell’impresa la fotocamera è stata modificata e adattata con una certa dose di ingegno artigianale. Graue e i suoi amici hanno collegato delle lenti C-mount alla Game Boy Camera, poi hanno usato un adattatore stampato in 3D per infilarla nell’oculare del telescopio dell’osservatorio. In quella configurazione la piccola camera Nintendo si è ritrovata a lavorare attraverso una lente equivalente a 730.000 millimetri. Un numero che, detto così, sembra quasi uno scherzo.
Prima la Luna, poi il gigante gassoso
Il primo tentativo è stato fatto con la Luna, ma il telescopio era così potente da non renderle giustizia. Le immagini risultavano troppo ravvicinate e poco soddisfacenti, quasi soffocate dall’ingrandimento. Così la scelta è caduta su Giove, che dista in media circa 714 milioni di chilometri dalla Terra. Un bersaglio lontanissimo, eppure più adatto a quella configurazione bizzarra.
Le immagini ottenute non sono certo nitide come quelle delle sonde spaziali o degli strumenti astronomici professionali, sarebbe assurdo pretenderlo. Mostrano però alcuni dettagli tutt’altro che banali, come le bande nuvolose del pianeta e il suo bordo luminoso che si stacca dal nero dello spazio. C’è qualcosa di poetico in quelle immagini granulose, un fascino che nessuna fotocamera moderna riuscirebbe a replicare allo stesso modo.
Tutto è stato documentato in un video pubblicato sul profilo TikTok di Graue, dove il contrasto tra la modestia dell’accessorio e la grandezza del soggetto salta subito all’occhio. Un progetto che parte quasi per gioco, con quella domanda mezza ironica su quale sia la lente più grande mai montata su una Game Boy Camera, e finisce per regalare uno scatto che pochi avrebbero scommesso possibile.