Lumo 2.0 è arrivato e Proton lo presenta come il salto più grande mai fatto per il suo assistente basato sulla privacy. L’azienda, quella dietro il celebre servizio di posta cifrata Proton Mail, ha deciso di alzare l’asticella con una versione che promette prestazioni migliori e una manciata di funzioni davvero interessanti. Chi cercava un’alternativa alle solite piattaforme di intelligenza artificiale ora ha un motivo in più per guardare da questa parte.
Lumo 2.0: cosa cambia con la nuova versione
Facciamo un passo indietro. A luglio dell’anno scorso Proton aveva lanciato Lumo, costruito attorno a cinque principi chiari. Niente log, crittografia ad accesso zero, nessuna condivisione dei dati, nessun utilizzo delle conversazioni per addestrare l’AI e modelli linguistici open source. Su queste fondamenta arriva ora Lumo 2.0, che aggiunge parecchia carne al fuoco.
La novità che salta subito all’occhio riguarda le immagini. Adesso è possibile analizzarle, modificarle e generarle all’interno della stessa conversazione, il tutto protetto sempre dalla crittografia ad accesso zero. C’è poi una memoria gestita dall’utente, con Progetti cifrati e i cosiddetti Custom Lumos, pensati per rendere il flusso di lavoro più personale e produttivo. Non manca una ricerca web potenziata, con risultati in tempo reale e citazioni delle fonti, così le risposte risultano più precise e trasparenti.
Proton racconta che più di 10 milioni di persone hanno già adottato Lumo come alternativa privata alle altre grandi piattaforme. Ma stavolta il mirino punta anche alle aziende, quelle che non possono permettersi di esporre dati sensibili. Ecco allora Lumo for Business, dove ogni conversazione è cifrata ad accesso zero, mai registrata e mai usata per addestrare modelli futuri. Gli strumenti amministrativi permettono di gestire gli accessi del team e i dati restano su infrastrutture europee indipendenti. Questo significa che l’accesso a Lumo non può essere soggetto agli ordini esecutivi statunitensi.
Le prestazioni e i piani disponibili
Il pezzo forte di questo lancio si chiama Lumo 2.0 Max. Secondo Proton ha ottenuto un punteggio superiore del 240% rispetto a Lumo 1.4 sull’Artificial Analysis Intelligence Index, un indice che mette insieme i risultati di nove benchmark diversi. Anche la versione Lite fa segnare un bel progresso, con un più 127% rispetto alla stessa base di partenza.
Andy Yen, fondatore e amministratore delegato di Proton, ha spiegato che Lumo 2.0 è stato riprogettato da zero e che l’introduzione della cosiddetta modalità di ragionamento gli regala capacità nuove. A suo dire i test sugli utenti mostrano che il divario si è ridotto al punto che, per molti casi d’uso, non si percepisce più una differenza qualitativa tra Lumo 2.0 Max e gli ultimi modelli di OpenAI e Anthropic. Il messaggio è chiaro. Non serve più scegliere tra un’AI potente e una vera protezione della privacy.
Passiamo ai piani. Lumo 2.0 è disponibile da subito, con le funzioni base incluse nel livello gratuito per quello che Proton definisce l’uso privato di tutti i giorni. Poi ci sono due opzioni a pagamento. Lumo Plus offre chat illimitate, Progetti, generazione avanzata di immagini e accesso ai modelli più capaci di Proton. Lumo Professional, invece, si rivolge ai team che hanno bisogno di una collaborazione sicura, con capacità pensate proprio per il lavoro di gruppo.