Gemini Spark sta dimostrando sul campo quello che finora era rimasto confinato a slide e video promozionali, e i primi test reali raccontano una storia interessante anche per chi aspetta la nuova Siri. Poco più di un anno fa John Gruber aveva attaccato Apple senza mezze misure, accusandola di aver mostrato funzioni di Apple Intelligence e della nuova Siri senza riuscire a dimostrarle nemmeno in condizioni controllate. Una critica pesante, che aveva fatto discutere parecchio la community e che, col senno di poi, aveva colto nel segno.
Da palco del Google I/O 2026 alla vita di tutti i giorni
Al Google I/O 2026 la musica è cambiata. Google ha presentato Gemini Spark come un sistema di agentic AI capace di muoversi tra le app, attingere ai dati personali e portare a termine compiti complessi senza bisogno di assistenza continua. La differenza rispetto ad Apple sta proprio nell’approccio: niente video simulato, ma demo dal vivo direttamente sul palco. Un passo avanti notevole, anche se tra una dimostrazione preparata con cura e un test fatto sul serio, con dati veri, la distanza resta ampia.
A provarci ci ha pensato Jay Peters, che ha deciso di mettere alla prova Gemini Spark su un’attività concreta usando i propri dati. E il compito scelto non era affatto semplice. La richiesta era scrivere un’email alla moglie con la media mensile delle spese per la spesa nel 2026. Tre ostacoli da superare: trovare la moglie senza che venisse indicata, individuare il foglio di calcolo su Drive nonostante il titolo non contenesse la parola “budget”, e infine comporre una bozza su Gmail.
Il risultato lo ha colpito, e in positivo. Gemini Spark ha recuperato l’indirizzo email della moglie, ha pescato il foglio giusto dentro Google Drive, ha estratto i totali mensili della spesa includendo pure il mese ancora in corso, ha calcolato la media e ha buttato giù una bozza su Gmail rivolgendosi a lei per nome, anche se quel nome nell’indirizzo email non compariva da nessuna parte. La reazione è stata un “wow, è davvero assurdo”, accompagnata dall’ammissione di essere rimasto sbalordito dai risultati, pur con qualche imperfezione.
Cosa cambia per la nuova Siri di Apple
Il collegamento con Apple qui è lampante. Secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane, proprio Gemini Spark sarebbe il modello scelto da Apple per dare vita alla nuova Siri, quella in grado di compiere azioni articolate spostandosi tra le app di iPhone. E le funzioni messe alla prova da Peters, ossia accesso ai dati personali, esecuzione di operazioni che coinvolgono più servizi e risposte contestuali, sono esattamente le stesse capacità che Apple aveva sbandierato nei suoi video concettuali.
C’è da dire che non tutti i test sono filati lisci. In alcuni casi Gemini Spark ha mostrato i suoi limiti, e qualche margine di miglioramento resta evidente. Però il quadro complessivo lascia ben sperare, e suggerisce che le promesse fatte da Apple sulla nuova Siri potrebbero finalmente trovare un riscontro tangibile. Con un piccolo dettaglio non da poco: buona parte di quella risposta arriverebbe dalla tecnologia di Google.