Gemini Spark guadagna quattro nuove funzioni e arriva in altri Paesi, con il supporto a nuove lingue per chi ha un abbonamento a Google AI Ultra. Il team di Google non si ferma e continua a spingere sul pedale dell’intelligenza artificiale, ampliando quello che è a tutti gli effetti il suo primo agente IA personale. Un aggiornamento che, sulla carta, rende lo strumento parecchio più utile per chi lo usa ogni giorno.
Cosa cambia davvero con le nuove funzioni
Per chi non ci avesse ancora messo mano, Gemini Spark è pensato per lavorare in modo continuo e autonomo. Gestisce attività complesse, mette ordine nei calendari e automatizza i flussi di lavoro dentro Google Workspace. Il bello è che riesce a farlo anche in background, quindi pure con i dispositivi spenti l’assistente continua a macinare compiti sotto la supervisione dell’utente.
Le novità introdotte in queste ore sono quattro e vanno tutte nella stessa direzione, cioè far diventare l’assistente più concreto e meno un esperimento. Ora Gemini Spark è in grado di aprire e modificare direttamente i documenti Google, senza passaggi intermedi. Può anche leggere i commenti presenti in Google Fogli e Google Presentazioni, così da non lasciarsi sfuggire informazioni che magari qualcuno ha inserito a margine e che rischiano di finire nel dimenticatoio.
C’è poi la capacità di elaborare in parallelo più fonti contemporaneamente, un dettaglio che pesa parecchio quando si tratta di chiudere in fretta un lavoro fatto di tanti pezzi diversi. E infine la velocità, aumentata del 50 rispetto a prima. Non un ritocco cosmetico, insomma, ma un intervento che si sente sull’uso quotidiano.
Dove arriva Gemini Spark e chi resta fuori
Il rilascio riguarda gli utenti che hanno sottoscritto Google AI Ultra, e la mappa geografica di questa espansione ha però qualche zona d’ombra. Lo strumento diventa disponibile in tutti i Paesi dove le app Gemini sono già supportate, con una serie di eccezioni piuttosto pesanti.
Restano infatti tagliati fuori Europa, Svizzera, Regno Unito e Nigeria. Una limitazione che gli utenti del vecchio continente conoscono ormai bene, visto che diverse funzioni legate all’intelligenza artificiale arrivano da queste parti con tempi più dilatati, spesso per questioni normative. Chi si trova in questi territori, quindi, dovrà avere ancora un po’ di pazienza prima di poter mettere alla prova le nuove capacità dell’agente IA.
L’impressione generale è che Google stia costruendo pezzo dopo pezzo un ecosistema in cui Gemini non sia più soltanto un chatbot con cui scambiare due battute, ma un vero assistente operativo capace di prendere in mano i lavori noiosi e portarli a termine da solo. Le quattro novità di Gemini Spark vanno lette proprio in questa cornice, come tasselli di un progetto più ampio che punta a integrare l’intelligenza artificiale dentro gli strumenti di produttività di uso comune, dal documento al foglio di calcolo fino alle presentazioni.