Waze ha appena ricevuto un aggiornamento che punta tutto sull’intelligenza artificiale, con Gemini pronto a cambiare il modo in cui l’app suggerisce le strade, cerca i posti e parla con chi è al volante. Le funzioni nuove sono cinque, alcune già pronte all’uso su iPhone e Android, mentre una resta per ora circoscritta a pochi Paesi. Il filo conduttore è chiaro, rendere la navigazione più su misura e meno invadente quando serve.
Percorsi che imparano dalle abitudini di guida
La parte più curiosa di questo pacchetto riguarda la navigazione personalizzata. In pratica Waze si mette a studiare i viaggi già fatti per capire che tipo di guidatore si ha davanti, e da lì propone per prime le rotte più in linea con i gusti di ciascuno. Il tutto viene incrociato con la conoscenza dettagliata del traffico città per città, quella lettura iper locale dei flussi che da sempre è il punto forte dell’app. Un esempio concreto rende l’idea meglio di mille spiegazioni. Chi preferisce l’autostrada e mal sopporta le strade urbane piene di semafori e stop vedrà comparire per primi proprio quei tragitti veloci. Niente più suggerimenti che ignorano le preferenze personali, insomma. L’app impara e si adatta, senza che serva impostare nulla a mano.
C’è poi la ricerca vocale conversazionale, ed è qui che Gemini entra davvero in scena. Serve quando si sa cosa cercare ma non si ha idea di dove andare. Basta toccare l’icona della ricerca a voce e fare una domanda normalissima, tipo trovami un bar aperto adesso, oppure un parcheggio vicino al centro commerciale, o ancora un distributore qui vicino con i prezzi più bassi. L’app risponde con un elenco di opzioni e da lì si parte subito, sempre parlando.
Segnalazioni vocali più complete e la modalità silenziosa
Le segnalazioni vocali, da sempre l’anima di Waze, adesso si allargano anche ai cambiamenti permanenti della mappa. Strade chiuse, attività che hanno chiuso i battenti, situazioni destinate a durare nel tempo. Basta dire la strada qui è chiusa e l’informazione finisce agli editor locali delle mappe, che la verificano e aggiornano la cartografia di conseguenza.
Per chi invece dall’app vorrebbe sentire meno voce, e non di più, finalmente c’è l’opzione giusta. Attivando la nuova modalità meno chiacchierona il numero di indicazioni vocali cala parecchio e quelle che restano diventano più brevi. Gli avvisi importanti su pericoli, svolte e cambi di corsia ci sono ancora, ma arrivano con meno frequenza. Perfetto per chi vuole godersi la musica o un podcast senza interruzioni ogni due secondi.
L’ultima novità, e forse la più corposa, è la modalità moto. Le due ruote hanno esigenze tutte loro, passano in strade più strette e soffrono molto di più le condizioni dell’asfalto rispetto a un’auto. Qui l’intelligenza artificiale entra in gioco per tenere conto delle scorciatoie e delle limitazioni specifiche dei motoveicoli, calcolando percorso e tempo di arrivo con maggiore precisione. In più segnala i pericoli tipici di chi guida su due ruote, come buche, dossi, attraversamenti pedonali rialzati, fine della corsia d’emergenza e ponti stretti. Questa funzione però non è ancora ovunque. Il rollout iniziale, secondo quanto annunciato da Google, tocca soltanto Argentina, Brasile, Colombia, Malesia, Messico, Perù e Filippine. Gli Stati Uniti, curiosamente, per adesso restano fuori.