Gemini apre a tutti una delle sue funzioni più curiose, quella che permette di decidere quanto a lungo l’assistente deve ragionare prima di rispondere. La novità riguarda i cosiddetti livelli di pensiero, e arriva anche per chi usa un account gratuito. A confermarlo è stato Josh Woodward, VP di Gemini in Google, con un messaggio diretto su X.
Fino a poco tempo fa questa possibilità era riservata a una cerchia ristretta di utenti, comparsa più o meno in concomitanza con il Google I/O 2026. Adesso il rollout è ufficiale e copre tutte le piattaforme: web, Android e iOS. Niente più accesso selezionato, insomma, ma una funzione disponibile per chiunque apra l’app o il sito.
Come funziona il pensiero esteso e dove si trova
Andando nelle impostazioni del modello su Gemini compaiono due voci legate al ragionamento: Standard ed Esteso. La prima è quella che tutti conoscono, rapida e diretta. La seconda fa quello che promette il nome, cioè lascia che l’assistente pensi più a lungo, con un ragionamento passo per passo, prima di buttare giù la risposta. Entrambe le opzioni funzionano su Gemini 3.5 Flash e Gemini 3.5 Flash-light, senza distinzioni tra chi paga e chi no.
Chi invece ha sottoscritto l’abbonamento AI Ultra trova qualcosa in più. Su Gemini 3.1 Pro è disponibile una terza modalità, chiamata Deep Think, che spinge il ragionamento ancora più in profondità. Una marcia in più pensata per chi ha bisogno di analisi davvero complesse.
Vale la pena ricordare che Google ha già messo mano a diversi limiti di Gemini dopo le proteste arrivate dagli utenti. Anche il sistema di gestione dei token è finito sotto critica più di una volta, tanto che è stato lanciato un modello apposito per consumarne meno, Gemini 3.5 Flash Low. Segnali di un’azienda che ascolta, anche se non sempre con i tempi che si vorrebbero.
Il nodo dei crediti e quando conviene usarlo
C’è un dettaglio che non va ignorato: il pensiero esteso consuma più crediti. Quanti di preciso? Difficile dirlo. Un contatore visibile sarebbe l’ideale, ma è lecito dubitare che arrivi davvero, proprio per via delle polemiche già nate intorno all’uso dei token. Il sistema, infatti, scala in base alla complessità della richiesta, e una risposta con Extended thinking pesa molto di più rispetto a una in modalità Standard.
Tradotto in pratica: chiedere “qual è la capitale della Francia” attivando il ragionamento esteso è uno spreco bello e buono. Il consiglio è semplice quasi banale, però vale la pena ribadirlo. Conviene riservare la modalità estesa solo ai casi in cui serve sul serio, ovvero analisi approfondite, ragionamenti articolati o domande che richiedono più passaggi logici. Per tutto il resto la modalità Standard basta e avanza, e soprattutto non brucia crediti per niente.