Vai al contenuto
Offerte

Garante Privacy: 37mila segnalazioni sul telemarketing nel 2026

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Le chiamate indesiderate continuano a invadere la quotidianità di milioni di italiani e i numeri più recenti lo confermano senza lasciare spazio a dubbi. Nei primi sette mesi del 2026 il Garante Privacy ha ricevuto oltre 37mila segnalazioni legate al telemarketing selvaggio, una media che supera le 170 al giorno. Un fenomeno che rimane tra i problemi più evidenti e attuali sul fronte della privacy nel nostro Paese, tanto che l’Autorità ha scelto di accendere i riflettori anche su forme di tracciamento molto meno visibili, come i pixel nascosti nelle email.

Da una parte c’è quindi il telefono che squilla a ogni ora con offerte mai richieste, dall’altra ci sono strumenti silenziosi che lavorano lontano dagli occhi degli utenti. Due fronti diversi su cui il Garante ha voluto richiamare l’attenzione nello stesso momento, segno che la tutela dei dati personali passa ormai per canali molto differenti tra loro.

I numeri emersi al convegno “Vita digitale e Dati personali”

Le cifre sono state rese pubbliche durante il convegno “Vita digitale e Dati personali”, organizzato dal Garante Privacy insieme al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e con la partecipazione delle associazioni dei consumatori. Un’occasione in cui istituzioni e rappresentanti dei cittadini si sono trovati allo stesso tavolo per fare il punto su un tema che tocca praticamente chiunque possieda uno smartphone o un indirizzo di posta elettronica.

Il quadro sulle telefonate moleste resta impressionante anche guardando indietro. Nel corso del 2025 l’Autorità aveva raccolto più di 104mila segnalazioni, vale a dire in media una ogni cinque minuti. Un ritmo continuo che non ha conosciuto pause e che nei primi sette mesi di quest’anno si è tradotto in oltre 37mila nuove segnalazioni arrivate sulle scrivanie del Garante. Numeri che raccontano di cittadini esasperati da contatti commerciali insistenti e spesso del tutto indesiderati.

Dietro le chiamate un vero mercato illecito dei dati

Il punto forse più delicato riguarda però ciò che si nasconde dietro una parte di queste chiamate. Secondo Agostino Ghiglia, componente del Collegio del Garante, esiste un autentico mercato illecito dei dati personali che alimenta il sistema. Non si tratta quindi soltanto di aziende troppo insistenti ma di vere e proprie filiere che trattano le informazioni dei cittadini come merce da comprare e rivendere.

Uno dei casi sanzionati dall’Autorità rende bene l’idea delle dimensioni del fenomeno. Una filiera avrebbe effettuato in due anni circa 70mila contatti promozionali, arrivando a chiudere ben 50mila contratti. In pratica oltre il 70% delle telefonate si sarebbe trasformato in un accordo firmato, un risultato che spiega perché questo tipo di attività risulti così redditizio per chi opera fuori dalle regole.

Sul fronte della repressione il Garante non è rimasto a guardare. Dal 2020 a oggi l’Autorità dichiara di aver inflitto sanzioni per un totale superiore ai 200 milioni di euro contro il telemarketing illecito. Una cifra considerevole che però da sola non basta a fermare chi riesce a rimettere in circolo le informazioni raccolte in modo irregolare.

Proprio per questo, nei casi di violazioni più sistematiche, il Garante è arrivato anche alla confisca delle banche dati. Una misura pensata per impedire che i dati personali ottenuti illegalmente possano essere venduti di nuovo o rimessi in circolazione attraverso altri soggetti, interrompendo così la catena che permette alle stesse liste di contatti di passare di mano in mano.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
126 Condivisioni