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robot umanoidi che compaiono nei video di presentazione sembrano spesso capaci di gesti al limite dell’umano, ma dietro quelle immagini c’è quasi sempre un accorgimento piuttosto semplice. Si tratta di sequenze precaricate, preparate in anticipo e poi riprodotte con grande precisione, che hanno davvero poco a che vedere con la realtà. Proprio per colmare questa distanza Galbot ha sviluppato PASSAGE, un sistema che insegna alle macchine a muoversi tra gli ostacoli scegliendo da sole come comportarsi.
Il punto è che una coreografia studiata a tavolino e un’azione decisa sul momento appartengono a due mondi diversi. Quando le abilità vanno applicate in tempo reale la faccenda si complica parecchio, e lo si nota subito. Gli umanoidi che si muovono senza un copione già scritto tornano infatti a somigliare ai classici robot di una volta, molto più goffi e impacciati di quanto ci si aspetterebbe dopo aver visto certe dimostrazioni spettacolari.
Perché attraversare una stanza è un’impresa per un umanoide
Basta pensare a qualche situazione quotidiana per capire dove sta il problema. Camminare in una stanza piena di mobili, abbassarsi per passare sotto una trave oppure ruotare il busto per infilarsi in uno spazio stretto sono gesti che le persone compiono quasi senza rifletterci. Il cervello valuta l’ambiente, sceglie la postura giusta e adatta il corpo in una frazione di secondo, senza che ce ne rendiamo nemmeno conto.
Per un robot umanoide invece tutto questo rappresenta una sfida notevole. Reggersi e camminare su due gambe è già un traguardo di per sé, ma è soltanto una parte del lavoro. Adattare di continuo la posizione dell’intero corpo a ciò che sta intorno è tutt’altra questione, perché richiede di interpretare lo spazio e di modificare il proprio assetto passo dopo passo, senza fermarsi e senza poter contare su movimenti già memorizzati.
Ed è proprio qui che si trova uno dei principali limiti che separano gli umanoidi attuali dalle macchine davvero capaci di muoversi in autonomia. Parliamo di robot che un giorno potrebbero spostarsi con disinvoltura nelle nostre case o negli ambienti di lavoro, luoghi pieni di oggetti, angoli e passaggi tutt’altro che pensati per loro.
Come PASSAGE aiuta i robot a superare gli ostacoli
La proposta di Galbot punta dritta su questo nodo. PASSAGE non si limita a far camminare il robot da un punto all’altro, ma gli permette di decidere quale strategia adottare di fronte a ciò che trova lungo il percorso. In pratica l’umanoide valuta l’ostacolo e sceglie la risposta più adatta tra diverse possibilità, invece di seguire uno schema rigido e sempre uguale.
Le opzioni a disposizione ricalcano proprio quei gesti istintivi che per noi sono naturali. Il robot può scegliere di scavalcare un ingombro quando è abbastanza basso da poter essere superato, oppure di abbassarsi per transitare sotto qualcosa che sbarra la strada all’altezza del busto o della testa. C’è poi la terza strada, forse la più interessante, cioè girarsi lateralmente per attraversare un passaggio particolarmente stretto, esattamente come farebbe una persona per scivolare tra due mobili troppo vicini.
Il valore del sistema sta tutto in questa capacità di scelta. Non si tratta di eseguire una sequenza preparata per un singolo scenario, ma di affrontare ambienti diversi decidendo di volta in volta come muovere il corpo. È questa flessibilità che, secondo l’approccio di Galbot, può avvicinare i robot umanoidi a un movimento autonomo e realmente utilizzabile fuori dai laboratori, superando quella goffaggine che oggi li accompagna quando devono agire in tempo reale tra gli ostacoli.
Fonte: TecnoAndroid


