Chi ha intenzione di mettere in tasca il prossimo Galaxy S27 Pro in Italia potrebbe ritrovarsi con un cuore ben diverso rispetto a chi lo compra oltreoceano. Un copione già visto in casa Samsung, certo, ma stavolta la scelta pare più netta che mai. Il motivo sta tutto nel processore, e nel fatto che l’azienda coreana voglia spingere sempre di più sui suoi chip fatti in casa.
Secondo quanto emerso da un report del sito coreano Money Today, Samsung punta ad aumentare la quota di componenti Exynos a bordo dei propri telefoni. E il nuovo modello Pro sarebbe la prima vera prova sul campo di questa strategia.
Un chip diverso a seconda del continente
Il punto è semplice ma non banale. Galaxy S27 Pro monterebbe l’Exynos 2700, un processore ancora non ufficiale, praticamente in ogni angolo del pianeta tranne il Nord America. Tradotto: chi vive in Europa, Italia compresa, ma anche chi si trova in Asia, Australia, Africa e America Latina, avrà tra le mani il chip proprietario di Samsung.
Discorso opposto per gli acquirenti di Stati Uniti, Canada e Messico, che invece troverebbero uno Snapdragon firmato Qualcomm sotto la scocca. Una divisione che, va detto senza giri di parole, in passato ha sempre fatto storcere il naso a chi si aspettava prestazioni identiche a parità di modello e di prezzo. Stesso telefono, stessa spesa, ma esperienza diversa a seconda di dove si vive.
Cosa cambia sul piano tecnico
Guardando ai numeri e alla tecnologia, l’Exynos 2700 sarebbe il secondo chip a 2 nanometri prodotto da Samsung, realizzato dalla divisione System LSI e fabbricato con il processo SF2P di Samsung Foundry. La parte interessante riguarda il modo in cui viene assemblato. Il chip adotterebbe una configurazione Side-by-Side, con processore e memoria RAM messi uno accanto all’altro e ricoperti da un materiale dissipante chiamato Heat Path Block.
Non è un dettaglio da liquidare in fretta. La gestione del calore è da sempre uno dei punti deboli dei chip Exynos rispetto ai rivali Qualcomm. E questa soluzione lascia intuire che Samsung stia lavorando proprio lì, dove finora aveva faticato di più. Un tentativo concreto di colmare quel divario che tanti utenti hanno lamentato negli anni.
L’Ultra resta l’unico uguale per tutti
La stessa sorte toccherebbe anche a Galaxy S27 e Galaxy S27+, entrambi con Exynos 2700 fuori dal Nord America. L’unico modello a rimanere fedele a Qualcomm in ogni mercato, Europa inclusa, sarebbe il Galaxy S27 Ultra. Chi punta al top di gamma, insomma, avrebbe prestazioni uniformi a prescindere dal luogo di acquisto.
Se questa strategia venisse confermata, per l’intera line-up Galaxy S27 sarebbe proprio l’Ultra l’unico modello davvero equo a livello globale. Per tutti gli altri, come capita spesso con Samsung, la qualità dell’esperienza finirebbe per dipendere ancora una volta dal codice postale di chi compra, e non solo dalla cifra sborsata al momento dell’acquisto.