Fusione nucleare e Giappone, un binomio che negli ultimi anni sta diventando sempre più solido. Il Paese asiatico è tra quelli che spingono con più decisione su questa tecnologia, e non parliamo più soltanto di ricerca teorica chiusa nei laboratori. In diversi casi si è già passati alla fase concreta, quella della costruzione dei primi impianti dimostrativi. Il cammino resta lungo, servono anni e investimenti enormi, ma ogni tanto arriva una notizia che fa capire quanto le cose si stiano muovendo davvero.
L’ultima riguarda la startup Helical Fusion, che ha scelto un partner d’eccezione per dare forma al suo progetto più ambizioso. A occuparsi della costruzione sarà infatti Hazama Ando, colosso delle costruzioni giapponese, chiamato a lavorare su quello che diventerà il primo impianto pilota dell’azienda.
Helix KANATA, il primo passo verso l’energia commerciale
Il nome dell’impianto è Helix KANATA, e la sua funzione è chiara fin da subito. Non si tratta di un semplice esperimento, ma di una struttura pensata per dimostrare qualcosa di molto più concreto, ovvero la possibilità di produrre energia da fusione a livello commerciale. Un salto niente male, se si pensa che per decenni la fusione è rimasta più che altro una promessa sulla carta. Secondo quanto trapelato, tutto dovrebbe prendere forma nel corso degli anni Trenta. Un decennio che si annuncia parecchio interessante, considerando quanti progetti in giro per il mondo guardano proprio a quella stessa finestra temporale. Insomma, la corsa è aperta e il Giappone non vuole certo restare indietro.
Un accordo che porta la fusione più vicino all’industria
Tra le due società è stato firmato un memorandum d’intesa, un documento che ufficializza l’ingresso di Hazama Ando nel programma di partnership promosso da Helical Fusion. In pratica, l’azienda di costruzioni entra a pieno titolo in un percorso che punta a trasformare la teoria in qualcosa di tangibile.
Vale la pena spendere due parole sulla stessa Helical Fusion. Fondata nel 2021, la startup ha un obiettivo ben preciso, quello di prendere i risultati ottenuti dal National Institute for Fusion Science e portarli fuori dai laboratori, dentro applicazioni industriali reali. Il National Institute for Fusion Science, va detto, è uno dei principali centri di ricerca del Giappone dedicati proprio a questo campo, e la sua esperienza rappresenta una base solida da cui partire.
Il lavoro che attende le due aziende è tutt’altro che banale. Costruire un impianto capace di dimostrare la produzione commerciale di energia da fusione nucleare significa affrontare sfide tecniche di grandissima portata, dalle strutture ai materiali fino alla gestione delle temperature estreme che questo tipo di reazione comporta. Non a caso serve un partner con esperienza consolidata nel settore delle costruzioni, e Hazama Ando sembra rispondere a questa esigenza.