Final Fantasy VII Revelation è il nome che chiude il cerchio, l’ultimo tassello della trilogia che ha riportato in vita uno dei giochi di ruolo più amati di sempre. E secondo le prime informazioni emerse, questo capitolo finale non vuole essere semplicemente la conclusione di un percorso già tracciato. L’idea è quella di fare qualcosa di diverso, di staccarsi in modo abbastanza deciso da quanto visto con Final Fantasy VII Remake e con il successivo Rebirth.
Già da queste premesse si capisce che gli sviluppatori non hanno voluto giocare sul sicuro. Anziché replicare la formula che ha funzionato, hanno deciso di rimettere mano a diversi aspetti, dal modo in cui si esplora il mondo fino a come si gestisce il gruppo di personaggi durante le battaglie. Insomma, c’è la volontà di sorprendere ancora una volta chi pensava di sapere già cosa aspettarsi.
Un mondo aperto più grande e una progressione ripensata
Il cambiamento più evidente riguarda l’open world, che qui diventa più ampio rispetto a quanto visto in passato. Una scelta che apre la porta a un’esplorazione meno guidata, dove c’è più spazio per andare in giro e scoprire cose senza sentirsi sempre con il fiato sul collo della trama principale. È un approccio che tanti appassionati del genere apprezzano, perché lascia respirare il giocatore.
Insieme alle dimensioni della mappa cambia anche la progressione. Il sistema con cui i personaggi crescono e si potenziano è stato rivisto, così come la gestione del party. Non si tratta solo di numeri che salgono, ma di un modo nuovo di affrontare l’avventura, con scelte che dovrebbero pesare di più sull’esperienza complessiva. Anche il sistema party, ovvero il modo in cui si compone e si controlla la squadra in combattimento, è stato toccato per offrire qualcosa di fresco.
Endgame e contenuti opzionali al centro dell’attenzione
Un altro punto su cui questo capitolo sembra puntare parecchio è l’endgame, cioè tutto quello che c’è da fare una volta superata la storia principale. È una direzione interessante, perché significa che il gioco non si esaurisce con i titoli di coda, ma offre motivi concreti per continuare a giocare anche dopo aver visto il finale.
A completare il quadro ci sono i contenuti opzionali, pensati per chi vuole spremere il gioco fino in fondo. Missioni secondarie, attività extra, sfide che non sono obbligatorie ma che arricchiscono l’insieme: tutto ruota intorno all’idea di dare al giocatore più libertà e più cose da fare a modo suo. È proprio questo mix tra mondo più grande, nuova progressione e attenzione al post game che dovrebbe rendere Final Fantasy VII Revelation un episodio capace di camminare con le proprie gambe, senza limitarsi a chiudere i conti aperti dai due capitoli precedenti.