Final Fantasy Resonance è il primo capitolo della storica saga di Square Enix a sposare lo stile HD-2D, quello reso celebre da Octopath Traveler, e la conferma è arrivata durante il Nintendo Direct di ieri pomeriggio. Una di quelle notizie che i fan rincorrevano da anni, perché quel modo di mescolare pixel art e profondità tridimensionale sembrava nato apposta per raccontare di nuovo le atmosfere della serie.
Perché lo stile HD-2D era così atteso
C’è un motivo preciso dietro l’entusiasmo. La pixel art usata in questo tipo di produzioni richiama parecchio il livello qualitativo toccato ai tempi da Final Fantasy VI, considerato da molti il punto più alto raggiunto dalla saga nella sua era a due dimensioni. Per chi ha vissuto quegli anni, vedere finalmente un Final Fantasy costruito su quelle basi visive ha un sapore particolare. Non si tratta soltanto di nostalgia: lo stile HD-2D riesce a dare nuova vita a un linguaggio grafico che sembrava ormai relegato al passato, e qui trova una collocazione che ha tutto il senso del mondo.
Ma a fare festa non sono solo gli amanti di quel comparto tecnico. C’è un altro gruppo, più ristretto e per certi versi più appassionato, che ha trovato pane per i suoi denti. Parliamo degli orfani di Final Fantasy Brave Exvius, il gioco mobile uscito nel 2016 e chiuso ufficialmente a fine ottobre 2025. In tanti speravano di vederlo rinascere, magari in una forma giocabile anche senza connessione, e quel desiderio è stato accolto.
Da Brave Exvius a un JRPG senza compromessi
Final Fantasy Resonance, infatti, è proprio questo: la riproposizione in formato tradizionale di Brave Exvius. Rispetto all’originale però cambia tutto l’impianto economico. Spariscono le meccaniche gacha e i sistemi di monetizzazione che caratterizzano i titoli mobile, per lasciare spazio a un’esperienza da vero JRPG. Quello che resta, invece, è lo sforzo narrativo di alto livello che già aveva contraddistinto il gioco da cui prende origine.
Sorprende anche la rapidità con cui è arrivata questa rinascita. Meno di un anno dopo la chiusura, il titolo torna in una veste decisamente più gradita ai fan di Final Fantasy di ogni epoca. E lo fa conservando una delle meccaniche più riconoscibili dell’opera originale, ovvero l’uso delle Vision. Si tratta di evocazioni che richiamano personaggi inediti oppure volti storici della saga, capaci di donare abilità aggiuntive ai membri del party. Tra quelli mostrati ci sono nomi che faranno scattare più di un ricordo: Terra, Cloud, Gidan, Tidus, Shantotto e Y’shtola.