Il fondatore di Figure AI, Brett Adcock, ha portato Figure 03 sotto i riflettori durante una puntata dello Shawn Ryan Show, negli Stati Uniti, e la dimostrazione dal vivo ha lasciato il segno. Il robot umanoide ha camminato accanto a un essere umano con una naturalezza che ormai non sorprende più di per sé, ma che continua a far venire i brividi quando la si osserva da vicino, in un contesto reale e non montato in studio.
Figure 03 è alto circa 167 centimetri e pesa tra i 59 e i 61 chilogrammi. In pratica ha proporzioni del tutto simili a quelle di una persona media, il che lo rende ancora più credibile nei movimenti. Ma non è solo una questione di aspetto. A differenza dei vecchi modelli, che seguivano istruzioni rigide e preimpostate, questo robot si affida a una rete neurale gestita dall’intelligenza artificiale per muoversi e mantenere l’equilibrio. E lo si nota: durante la demo, il conduttore Shawn Ryan ha potuto osservare da vicino la fluidità con cui Figure 03 si spostava e reagiva all’ambiente circostante.
Mani con sensori tattili e ricarica wireless sotto i piedi
La tecnologia racchiusa nelle mani di Figure 03 è un capitolo a parte. Ogni polpastrello è dotato di sensori tattili, mentre nei palmi sono integrate telecamere che permettono alla macchina di vedere e afferrare oggetti con precisione. Il robot è già in grado di sollevare carichi fino a 18 chilogrammi, ma riesce anche a compiere azioni delicate come piegare una maglietta. Un mix di forza e finezza che apre scenari interessanti.
E poi c’è il dettaglio che ha catturato l’attenzione di tutti: la ricarica wireless. Niente cavi da collegare. Figure 03 si posiziona semplicemente su apposite pedane e la ricarica avviene attraverso i piedi. L’autonomia dichiarata è di circa quattro o cinque ore, un dato già discreto per un robot di queste dimensioni. All’interno del busto si trovano il nucleo computazionale e le batterie che alimentano i circa 40 giunti motorizzati responsabili di ogni singolo movimento.
Dalla fabbrica alla casa: i piani di Figure AI
Durante l’intervista, Adcock ha paragonato l’evoluzione dei robot umanoidi a quella degli smartphone, spiegando che ogni nuova generazione porterà miglioramenti enormi. Una visione ambiziosa, ma supportata da numeri concreti: Figure AI è già in grado di assemblare un’unità di Figure 03 ogni 90 minuti, un dato che racconta quanto l’azienda stia lavorando sull’ottimizzazione dei processi produttivi.
I primi impieghi concreti riguardano il mondo industriale. Esistono già collaborazioni attive con aziende come BMW, dove il robot viene testato nella logistica e nella produzione. Ma l’orizzonte dichiarato va ben oltre la fabbrica: Figure AI punta a portare i propri robot anche nelle case, trasformando Figure 03 da strumento industriale a presenza domestica. Adcock ha progettato il robot inizialmente per integrarsi nel mondo del lavoro, ma la direzione futura guarda chiaramente all’ambiente domestico, dove un umanoide con queste capacità potrebbe trovare applicazioni quotidiane molto concrete.

