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Una Ferrari Roma lasciata in mezzo alla strada, con le portiere spalancate e la carrozzeria leggermente ammaccata, è la scena che ha tenuto banco a Nuvolera, in provincia di Brescia. Una GT da circa 200mila euro piantata all’incrocio tra vicolo Molino e via Anna Frank, ferma lì come un’auto qualsiasi rimasta a secco, con il conducente che se ne è andato a piedi senza avvertire nessuno. I residenti, davanti a un quadro così anomalo, hanno chiamato i carabinieri.
Le testimonianze raccolte sul posto parlano di una persona scesa dall’abitacolo e vista provare a spingere la vettura, forse nel tentativo di rimetterla in moto. Poi più nulla. La Ferrari Roma abbandonata è rimasta ferma nell’hinterland bresciano fino all’arrivo delle forze dell’ordine, che hanno dovuto ricorrere a un carro attrezzi per liberare la carreggiata. Le prime foto hanno cominciato a girare nei gruppi social della zona nella serata del 13 agosto, creando parecchio scalpore.
Chi cercano i carabinieri
Dalle prime verifiche è emerso che la vettura risulta intestata a una società di leasing, elemento che rende l’identificazione una questione di tempo più che di indagine complicata. La società dovrebbe avere tutti i dati necessari per risalire a chi ha noleggiato la Ferrari Roma e l’ha poi lasciata in strada dopo un problema tecnico. Nel frattempo l’auto è stata spostata e messa sotto custodia, in attesa che il nome del guidatore venga fuori.
Storie di questo tipo si ripetono con una certa regolarità, e il copione è quasi sempre lo stesso: mezzi dal valore altissimo che finiscono nelle mani di soggetti che con quel valore hanno poca dimestichezza. Il paradosso, in questo caso, è tutto nel contrasto tra la scena da parcheggio selvaggio e ciò che quella macchina rappresenta nella storia recente del Cavallino.
Cosa è la Roma e perché conta
Perché la Roma non è un modello qualunque. Presentata nel novembre 2019 al Quirinale, dove John Elkann la mostrò in anteprima al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è stata pensata come una Gran Turismo coupé 2+2 dal disegno pulito, quasi sobrio per gli standard di Maranello. Merito del lavoro di Flavio Manzoni, che ha guardato con dichiarata ammirazione ad alcune Ferrari degli anni Sessanta come la 250 GT Berlinetta e la 250 GTL, senza mai scivolare nella citazione fine a sé stessa.
Sotto il cofano lavora il V8 biturbo Ferrari F154 da 3855 cm³, montato longitudinalmente in posizione anteriore centrale. La potenza dichiarata è di 620 CV, erogati tra 5750 e 7500 giri al minuto, con una coppia massima di 760 Nm disponibile in una finestra ampia, tra 3000 e 5750 giri. La trasmissione è la Getrag a doppia frizione F1 a otto rapporti, la stessa unità che si trova sulla SF90 Stradale. Numeri che raccontano una macchina costruita per divorare chilometri con eleganza, non certo per finire sul pianale di un carro attrezzi in un paese della Val Sabbia.
Un finale ancora aperto
Al momento la posizione dell’auto è chiara, quella di chi era al volante molto meno. La Ferrari Roma resta custodita, le pratiche per l’identificazione sono in corso e il passaggio attraverso la società di leasing dovrebbe chiudere il cerchio senza troppe difficoltà. Quel che colpisce, al di là del cavillo burocratico, è la disinvoltura con cui una vettura da 200mila euro sia stata piantata in un incrocio di paese, portiere aperte e nessuno a fare da guardia, fino all’arrivo dei militari.










