Jeremy Clarkson e la sua celebre prova della Ferrari Enzo nascondevano un segreto rimasto sepolto per oltre vent’anni. A svelarlo è stato Nick Mason, storico batterista dei Pink Floyd e proprietario dell’auto usata durante quelle riprese di Top Gear. Il conduttore britannico, pur di portare davanti alle telecamere una delle hypercar più desiderate del pianeta, decise di aggirare le rigidissime norme editoriali della BBC. Un piccolo strappo alle regole che, col senno di poi, ha finito per generare uno dei servizi più iconici del programma.
La Ferrari impossibile da trovare
All’inizio degli anni Duemila mettere le mani su una Ferrari Enzo per una prova televisiva era quasi un miraggio. La vettura di Maranello, costruita tra il 2002 e il 2004 in appena 400 esemplari, rappresentava il vertice assoluto della tecnologia Ferrari dell’epoca. E chi ne possedeva una non aveva alcuna intenzione di rischiare un mezzo dal valore già allora stratosferico. Secondo il racconto di Mason, la produzione di Top Gear aveva bussato alla porta di diversi proprietari, tutti con esito negativo.
Fu a quel punto che Clarkson tirò fuori dal cilindro un’idea semplice quanto azzardata. Proporre uno scambio. In cambio del prestito della Enzo, la trasmissione avrebbe dato ampio spazio all’autobiografia del musicista, Inside Out: A Personal History of Pink Floyd. L’accordo andò in porto, peccato che cozzasse in pieno con le regole della BBC, che vietano ogni forma di promozione commerciale all’interno dei programmi finanziati dal canone.
Il product placement mascherato
Durante la puntata la messa in scena fu quasi teatrale. Clarkson presentò Mason chiedendogli cosa avesse provato ricevendo l’invito di Ferrari ad acquistare la Enzo. La risposta era già stata concordata a tavolino: “Quasi emozionante quanto vedere pubblicato il mio libro”. Non finiva lì. Il pubblico in studio sfoggiava magliette con tanto di scritta che suggeriva di comprare il volume come regalo di Natale. Un servizio automobilistico trasformato, di fatto, in un clamoroso caso di product placement travestito. Clarkson scherzò pure con l’ospite successivo, ricordando che promuovere un album non era permesso “a meno che non si possieda una supercar da mezzo milione di sterline”.
Il dettaglio più gustoso, però, è arrivato molti anni dopo grazie ad Andy Wilman, storico produttore e co creatore del programma. Wilman ha confermato che quella puntata è finita per diventare un vero caso di studio dentro la BBC. Il filmato venne addirittura mostrato nei corsi dedicati agli standard editoriali come esempio lampante di ciò che una produzione non dovrebbe mai fare in fatto di promozione commerciale. E il paradosso è servito: proprio quella piccola infrazione ha contribuito a creare uno dei servizi più memorabili nella storia dello show.
La Ferrari Enzo, con il suo V12 aspirato da 6 litri, circa 660 CV e una velocità massima oltre i 350 km/h, è rimasta una delle grandi protagoniste dell’epoca d’oro di Top Gear. Ancora oggi quella prova viene ricordata dagli appassionati come una delle più iconiche mai realizzate. Il retroscena raccontato da Nick Mason aggiunge un tassello nuovo a una vicenda che dimostra fino a che punto Jeremy Clarkson fosse disposto a spingersi pur di regalare al pubblico un contenuto irripetibile.