Tra i tanti titoli che oggi arrivano su PC sfruttando l’Unreal Engine 5, capita raramente di trovarne uno che riesca a domare davvero questo motore grafico senza pagare un prezzo salatissimo in termini di prestazioni. Fatekeeper rientra proprio in questa categoria interessante, ed è il motivo per cui vale la pena parlarne. Il gioco di ruolo in prima persona dalle tinte dark fantasy firmato da THQ Nordic e Paraglacial si trova ancora in una fase molto iniziale del suo sviluppo, in pieno accesso anticipato, quindi sarebbe ingiusto valutarlo come se fosse un prodotto finito e completo.
Eppure, anche in questo stadio così acerbo, c’è qualcosa che salta subito all’occhio. Dal punto di vista puramente tecnico, infatti, Fatekeeper riesce già a distinguersi come una delle uscite più convincenti realizzate con l’Unreal Engine 5. E non è una cosa scontata, visto che parecchi sviluppatori finiscono per forzare la mano sul motore di Epic Games, ottenendo magari una resa visiva di buon livello ma scaricando tutto il peso sull’hardware, con cali di frame rate che rovinano l’esperienza.
Fatekeeper: perché il lavoro di Paraglacial fa la differenza
La differenza, in casi come questo, la fanno proprio le scelte di chi lavora dietro le quinte. Mentre molti progetti puntano alla bellezza grafica a tutti i costi, lasciando che siano le schede video più potenti a sostenere il peso del compromesso, qui l’approccio sembra più equilibrato. Il fatto che un titolo ancora in accesso anticipato riesca a posizionarsi tra i migliori esempi di ottimizzazione su questo motore dice molto sul tipo di cura messa nello sviluppo.
C’è poi un aspetto che merita attenzione quando si parla di giochi costruiti con questa tecnologia. Tante produzioni recenti hanno mostrato il fianco proprio sul versante delle prestazioni, dimostrando che disporre di un motore grafico avanzato non basta da solo a garantire un’esperienza fluida e piacevole. La capacità di sfruttarlo nel modo giusto resta una questione di competenza tecnica, e Fatekeeper sembra averla dalla sua parte fin da queste prime battute.
Va ribadito un concetto importante. Trattandosi di un prodotto in piena fase di sviluppo, qualsiasi giudizio definitivo sarebbe prematuro. Ci sono ancora margini di crescita, contenuti da aggiungere e probabilmente correzioni da apportare lungo il percorso. Ma il segnale lanciato dal lavoro di THQ Nordic e dello studio è chiaro, e fa ben sperare per quello che verrà più avanti.
Quando si analizza un gioco basato sull’Unreal Engine 5, insomma, la domanda non è solo quanto sia bello da vedere, ma quanto bene riesca a girare sulle configurazioni reali degli utenti. E su questo fronte, almeno per ora, il titolo di Paraglacial riesce a tenere insieme entrambe le cose, qualità visiva e fluidità, in un equilibrio che non sempre si trova nelle produzioni di questo tipo.