Euphoria chiude i battenti dopo tre stagioni e sette anni, e lo fa lasciandosi dietro una scia di discussioni accese. Quella che era partita come una serie pensata per parlare agli adolescenti, con tutte le sfumature del teen drama classico, alla fine si è trasformata in qualcosa di molto diverso. E proprio attorno a questo cambiamento ruota la rivelazione del suo autore, che ha ammesso come il finale della serie avrebbe dovuto andare in un’altra direzione.
Euphoria: un percorso che si è allontanato dalle origini
Il viaggio di Euphoria è stato tutto fuorché lineare. Nata come racconto generazionale, con i suoi protagonisti alle prese con dipendenze, relazioni complicate e quel senso di smarrimento tipico dell’adolescenza, la serie ha cambiato pelle stagione dopo stagione. Quello che all’inizio sembrava un teen drama nel senso più puro del termine, col tempo ha preso strade decisamente più cupe e adulte.
Più si andava avanti, più il tono si faceva pesante. La leggerezza iniziale lasciava spazio a una tensione costante, a un’atmosfera che ricordava più il thriller che il dramma adolescenziale. C’è chi ha parlato addirittura di venature western, di quel senso di resa dei conti che attraversa le ultime fasi della storia. Insomma, l’embrione originale era ormai un ricordo lontano, e questo spostamento ha inevitabilmente diviso il pubblico tra chi apprezzava l’evoluzione e chi rimpiangeva la serie delle prime stagioni.
Il finale che doveva essere diverso
Proprio per via di questo cambio di rotta, anche la conclusione ha subito una trasformazione. Sam Levinson, mente e penna dietro il progetto, ha spiegato che il finale scritto in origine non corrispondeva a quello andato poi in onda. La storia, evolvendosi verso toni così differenti rispetto alle premesse, ha richiesto un adattamento anche nel suo punto di arrivo.
Quel cambio di tono non è stato un dettaglio marginale, ma ha condizionato il modo stesso in cui la vicenda doveva chiudersi. Levinson ha dovuto rimettere mano alla destinazione finale dei personaggi, accompagnando la serie verso un epilogo coerente con la direzione presa nel frattempo. Una scelta che racconta bene quanto un’opera possa allontanarsi dall’idea iniziale di chi la concepisce, fino a richiedere una riscrittura del suo stesso traguardo.
Al centro di tutto resta il tema che ha caratterizzato Euphoria fin dal primo episodio. Le conseguenze dure e senza filtri della tossicodipendenza. È questo il filo conduttore che la serie ha portato avanti per tutto il suo arco narrativo, affrontandolo con uno sguardo che non ha mai voluto addolcire la realtà. E proprio su questo terreno la conclusione finale ha trovato il suo senso, chiudendo un racconto che ha scelto fino in fondo di mostrare il prezzo di certe scelte e di certe fragilità.