Sono ben 60 milioni di stelle quelle catturate in un solo scatto dal telescopio spaziale Euclid, che ha appena regalato agli astronomi quella che viene considerata la più grande immagine ad alta risoluzione mai realizzata del centro della Via Lattea. Un risultato che, per qualità e ampiezza, segna un punto di svolta nello studio della galassia che ci ospita.
Dietro questo traguardo c’è uno strumento che ha pochi rivali al mondo. Euclid è un telescopio spaziale di ultima generazione, progettato e messo in orbita dall’ESA, l’agenzia spaziale europea. La sua missione principale non è propriamente quella di scattare cartoline cosmiche, per quanto spettacolari. Il vero obiettivo è ben più ambizioso e riguarda alcuni dei misteri più fitti dell’universo.
Materia oscura e mappatura dell’universo
Il compito affidato a Euclid è infatti quello di scandagliare lo spazio profondo alla ricerca di nuovi agglomerati di materia oscura, quella componente invisibile che gli scienziati ritengono permei l’intero cosmo senza che sia mai stata osservata direttamente. È una caccia complicata, che richiede strumenti capaci di leggere il cielo con una precisione fuori dal comune.
Proprio per questo la fotografia del centro della Via Lattea con i suoi 60 milioni di stelle non è soltanto un’immagine suggestiva. Rappresenta una dimostrazione concreta delle capacità di questo telescopio, in grado di raccogliere una mole di dati impressionante in un colpo solo. Ogni puntino luminoso in quello scatto è una stella, e l’insieme restituisce un ritratto del cuore galattico con un livello di dettaglio raramente raggiunto prima.
Per chi studia la struttura della galassia, avere a disposizione un’immagine così densa significa poter analizzare regioni che fino a poco tempo fa restavano in buona parte nascoste o difficili da osservare. La quantità di stelle immortalate da Euclid apre la strada a nuove osservazioni e a un lavoro di analisi che terrà occupati gli astronomi a lungo.