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Dati emersi sulla super-Terra: ecco cosa sappiamo
Le osservazioni più sorprendenti arrivano dalle misure termiche del lato diurno. Se la superficie fosse stata nuda, la temperatura avrebbe dovuto superare i 2.700 gradi Celsius. Invece, i valori registrati sono di circa 1.760 gradi. Un’indicazione chiara che esistono processi in grado di modulare il calore. Gli scienziati hanno valutato diverse possibilità, ma l’ipotesi più coerente resta quella di un’atmosfera spessa. La quale sarebbe capace di trasportare energia verso il lato notturno. Ed anche di riflettere parte della radiazione grazie a nubi di silicati.
Tale scoperta mette in discussione le teorie secondo cui pianeti di tali dimensioni, vicini a stelle calde, non potrebbero mantenere un involucro gassoso per lungo tempo. Una possibile spiegazione è un equilibrio dinamico tra la perdita di gas verso lo spazio e un continuo rilascio di materiali volatili da un oceano di magma sottostante.
I dati raccolti durante 37 ore di osservazioni rientrano nei primi programmi scientifici del James Webb Space Telescope dedicati agli esopianeti rocciosi. Le analisi future si concentreranno sulla distribuzione delle temperature e sulla composizione chimica dei gas presenti. Aprendo nuove prospettive sulla natura delle super-Terre ultra-calde e sui meccanismi che permettono loro di sopravvivere in condizioni estreme.
Fonte: TecnoAndroid








