Enel Mobile potrebbe essere il nome con cui il colosso dell’energia sbarcherà nella telefonia, e le prime indiscrezioni sembrano confermarlo. La sfida che Enel si prepara ad affrontare nel mercato italiano della telefonia mobile inizia a prendere forma, e il marchio scelto per presentarsi al pubblico avrebbe già un’identità precisa. Niente nomi astrusi, dunque: l’azienda punterebbe su qualcosa di immediato, facile da ricordare e legato a doppio filo al brand che gli italiani conoscono da sempre.
Un marchio già depositato e in attesa di via libera
Il segnale più concreto arriva proprio dalla burocrazia. Il nome Enel Mobile, accompagnato da un logo dedicato, risulta depositato dallo scorso maggio presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il cosiddetto MIMIT. La pratica è ancora in attesa di approvazione, ma la mossa lascia intendere quale sarà la direzione presa dal gruppo.
A quanto pare è stata accantonata l’ipotesi Lene Connect come identità commerciale, un nome circolato qualche mese fa sulla scia di alcune voci. Curioso il dettaglio dietro questa scelta: Lene non è altro che la parola Enel scritta al contrario. Dopo il lancio della digital company che porta proprio questo nome, il gruppo ha costituito a dicembre del 2025 la società Lene Connect s.r.l., ottenendo una regolare licenza per operare nel settore della telefonia mobile come operatore virtuale.
Come funzionerà l’offerta e cosa resta da chiarire
Lo scenario che si delinea è abbastanza chiaro nei contorni, anche se manca ancora una conferma ufficiale. La gestione operativa del servizio dovrebbe restare in capo a Lene Connect, mentre la vetrina rivolta al pubblico porterebbe il marchio Enel Mobile, decisamente più riconoscibile per chi cerca un’offerta telefonica. Una divisione dei ruoli che, sulla carta, ha la sua logica: una società tecnica dietro le quinte e un nome forte davanti al cliente.
Nel frattempo è emerso un particolare tecnico tutt’altro che secondario. Enel opererà come Full MVNO, una formula che esclude il ruolo più limitato del semplice ESP. Tradotto per chi non mastica gli acronimi del settore: l’azienda gestirà in proprio gran parte dell’infrastruttura virtuale, con maggiore autonomia sulle tariffe e sui servizi offerti, senza limitarsi a rivendere pacchetti confezionati da altri.
Tra le ipotesi sul tavolo c’è anche quella di un possibile assorbimento di Lene Connect dentro Enel Energia. In questo caso le SIM e i piani tariffari finirebbero per essere venduti attraverso i canali principali del gruppo, una scelta perfettamente in linea con la strategia attuale dell’azienda, già presente nel segmento della connettività fissa. Insomma, l’idea di un’offerta integrata che metta insieme energia, fibra e telefonia mobile non sembra affatto campata in aria.