Il primo Oscar della storia finì nelle mani di un attore tedesco che oggi quasi nessuno ricorda, eppure il suo nome è legato a un dettaglio curioso: vinse la statuetta non per un film, ma per due. La spiegazione sta nelle regole un po’ particolari di quella primissima cerimonia, che si tenne nel 1929 e che funzionava in modo diverso da come siamo abituati a vedere oggi.
All’epoca, infatti, alla cerimonia dei premi dell’Academy potevano concorrere le pellicole uscite tra il 1927 e il 1928. Da qui nascono casi come quello di cui parliamo. L’attore che inaugurò la categoria di Miglior attore fu Emil Jannings, protagonista di The Last Command del 1928 e di The Way of All Flesh del 1927. Tedesco di origine svizzera, Jannings resta a tutt’oggi l’unico interprete tedesco ad aver vinto in quella categoria.
Nato nel 1884 a Rorschach, in Svizzera, sentì la passione per la recitazione fin da ragazzo. Il suo percorso cominciò agli inizi del Novecento sul palcoscenico, dove ottenne un grande successo. Il passaggio al cinema muto fu dettato più da ragioni economiche che artistiche: stare davanti alla macchina da presa rendeva di più, e la sua carriera spiccò il volo. Jannings diventò una stella internazionale grazie alle collaborazioni ripetute con due grandi registi tedeschi, Ernst Lubitsch e F. W. Murnau.
Da star del cinema tedesco a contratto con Hollywood
Una volta raggiunta la vetta dell’élite attoriale tedesca, il suo lavoro con Murnau e le sue interpretazioni intense attirarono l’attenzione di Hollywood. La Paramount lo mise sotto contratto e lo portò negli Stati Uniti nel 1926. Pur avendo vinto l’Oscar, lasciò l’industria americana dopo appena tre anni. Gli mancavano il suo Paese e il tipo di cinema che si faceva là.
In Germania debuttò nel cinema sonoro nel 1930 con L’angelo azzurro di Josef von Sternberg, la pellicola che lanciò Marlene Dietrich verso il successo internazionale. Eppure proprio lì cominciarono i problemi: lo stile recitativo di Jannings, ancora segnato dalla teatralità del muto, si rivelò un limite. Quella tragicommedia fu il suo ultimo grande successo commerciale.
L’oblio di Emil Jannings
Il fatto che il nome di Jannings sia caduto nel dimenticatoio dipende da una scelta che fece molto discutere. Permise al regime nazionalsocialista di sfruttare la propria immagine e prese parte a produzioni di chiara matrice propagandistica, come Il presidente Krüger del 1941. La sua adesione rispose più a motivi pratici che a una vera convinzione ideologica, ma fuori dalla Germania venne comunque percepito come uno che aveva appoggiato il regime per opportunismo.
Al termine della Seconda Guerra Mondiale, la sua carriera si chiuse in modo poco onorevole. Nel 1945 gli Alleati gli vietarono di recitare a vita, proprio per i suoi legami con il governo di Hitler. Cinque anni più tardi morì a 65 anni a causa di un cancro al fegato, una malattia aggravata dagli eccessi che avevano segnato il suo stile di vita.