Un diesel plug-in capace di viaggiare con appena 2 litri di gasolio ogni 100 chilometri sembra quasi una provocazione, eppure qualcuno ci sta lavorando sul serio. Il costruttore spagnolo che ha riportato in vita lo storico marchio EBRO, dopo aver messo a punto una gamma di SUV sviluppata assieme al gruppo cinese Chery, potrebbe firmare una delle sorprese più clamorose degli ultimi tempi. Mentre quasi tutta l’industria dell’auto ha voltato le spalle al diesel per correre verso l’elettrico, dai vertici di Omoda e Jaecoo arriva un segnale che va nella direzione opposta. Sul tavolo c’è il primo diesel plug-in hybrid pensato per un modello EBRO, con consumi dichiarati intorno ai 2 litri ogni 100 chilometri.
Il diesel non è morto, può rinascere con l’ibrido ricaricabile
L’indiscrezione arriva dalla Spagna, dove i responsabili di Omoda e Jaecoo hanno confermato che il gruppo Chery sta lavorando a una nuova evoluzione della propria piattaforma ibrida ricaricabile. Dopo i sistemi plug-in a benzina battezzati SHS, acronimo di Super Hybrid System, il passo successivo potrebbe essere proprio un turbodiesel abbinato a una batteria da ricaricare. Una combinazione che oggi, di fatto, non esiste quasi da nessuna parte.
L’idea di fondo è semplice ma intelligente. Sfruttare i pregi di entrambe le tecnologie, cioè l’efficienza del gasolio sulle lunghe percorrenze e la possibilità di muoversi in città per decine di chilometri usando solo il motore elettrico. Il consumo medio potrebbe fermarsi attorno ai 2 l/100 km, mentre l’autonomia complessiva andrebbe ben oltre i 1.200 chilometri. Numeri che, va detto, gli attuali sistemi SHS a benzina del gruppo già raggiungono senza troppi problemi.
Perché la scommessa parte proprio da EBRO
La scelta di affidare questa tecnologia a EBRO come marchio apripista non è casuale. Il costruttore spagnolo sta vivendo un rilancio deciso grazie ai soldi di Chery e alla produzione nello storico stabilimento di Barcellona, dove nascono i SUV derivati dai modelli Omoda e Jaecoo destinati al mercato europeo.
Ecco perché EBRO diventa il banco di prova ideale per introdurre soluzioni nuove prima di allargarle eventualmente agli altri marchi del gruppo. Per ora non è chiaro quale modello monterà questo propulsore, ma tutto porta a pensare a un SUV di segmento C o D. Categorie in cui percorrenze lunghe e consumi bassi restano un argomento che pesa parecchio nelle scelte di chi compra.
Una tecnologia controcorrente che può ancora dire la sua
Negli ultimi anni il diesel plug-in hybrid è rimasto roba di nicchia, proposta da qualche costruttore premium come Mercedes-Benz, Volvo e Peugeot, senza mai sfondare davvero. Lo scenario però è cambiato. Batterie più efficienti, centraline elettroniche più sofisticate e normative sulle emissioni sempre più dure potrebbero rimettere in gioco questa formula, soprattutto per chi macina chilometri su chilometri ogni anno.
Se le promesse verranno rispettate, il nuovo sistema di Chery potrebbe presentarsi come un’alternativa concreta sia ai diesel tradizionali sia ai plug-in a benzina di ultima generazione, con il vantaggio di tenere i consumi bassissimi anche a batteria scarica. Al momento non ci sono date ufficiali di presentazione né specifiche tecniche definitive, ma le parole dei dirigenti di Omoda e Jaecoo lasciano intendere che il progetto è reale e già in fase di sviluppo. Se arriverà davvero sul mercato europeo nei prossimi anni, potrebbe rivelarsi una delle proposte più originali dell’intero panorama dell’elettrificazione, la dimostrazione che il diesel ha ancora qualcosa da dire, a patto di farsi affiancare da una componente elettrica evoluta.