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eBoost Air, SRT elimina il turbo lag con il compressore elettrico

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Chi ha guidato un’auto sovralimentata conosce bene quella frazione di secondo in cui sembra non succedere nulla, e proprio su quel vuoto interviene eBoost Air, il concept di propulsore presentato dalla divisione performance SRT di Stellantis. L’idea è semplice da spiegare, molto meno da realizzare: usare un compressore elettrico per mettere in moto i turbocompressori già ai bassi regimi, così da cancellare quasi del tutto il famigerato turbo lag, cioè il ritardo tra la pressione sul pedale dell’acceleratore e la risposta effettiva del turbo.

Il banco di prova scelto per questa tecnologia è un prototipo di motore Hurricane a sei cilindri in linea da 3,0 litri ad alte prestazioni. Ai regimi più bassi entra in scena la turbina elettrica, rapida e potente, che genera pressione positiva quando i gas di scarico non bastano ancora. Poi, quando il motore sale di giri, il testimone passa all’energia dei gas di scarico secondo il funzionamento tradizionale. Il risultato dichiarato è una sovralimentazione costante lungo tutto l’arco dei giri, senza buchi.

Come lavora il compressore elettrico eBoost Air

Vale la pena ricordare il meccanismo di base. I turbocompressori sfruttano i gas di scarico del motore, energia che altrimenti andrebbe dispersa. Facendo girare la turbina con quell’aria forzata, si costruisce un sistema di sovralimentazione che riduce le perdite di pompaggio e porta più ossigeno in camera di combustione. Più ossigeno significa combustioni più intense, quindi più potenza. Fin qui, nulla di nuovo.

Il problema arriva con le unità di grandi dimensioni. Un turbo più grande spinge più aria dentro al motore e regala numeri importanti, ma soltanto ad alti regimi. Sotto, la pressione di scarico risulta troppo debole per farlo lavorare come dovrebbe, e la risposta all’acceleratore ne soffre. La tecnologia sviluppata da SRT accorcia proprio quel divario di giri: il sistema di bypass convoglia il flusso d’aria attraverso il compressore elettrico quando il conducente chiede coppia immediata e le turbine non hanno ancora raggiunto la velocità di funzionamento richiesta. In pochi istanti la pressione di sovralimentazione necessaria è pronta, e i turbo entrano in azione prima.

La promessa del V8 e le parole dei tecnici Stellantis

L’obiettivo dichiarato è restituire quelle sensazioni istantanee e lineari tipiche di un V8 sovralimentato, che restano il punto di riferimento per gli appassionati di prestazioni. Un modo, insomma, per tenere insieme la potenza dei turbo grandi e la reattività che di solito appartiene ai motori aspirati di grossa cilindrata.

Tim Kuniskis, responsabile dei marchi americani e del marketing per il Nord America, ha spiegato il ragionamento senza troppi giri di parole: “Gli appassionati non sono interessati alla tecnologia fine a se stessa. Ma quando la tecnologia migliora le prestazioni senza svantaggi, la apprezzano appieno. L’eBoost Air offre esattamente questo tipo di vantaggio tangibile. È un’idea intelligente e semplice che affronta di petto il turbo lag e rispecchia ciò che SRT sa fare meglio: muoversi velocemente, sfidare le convenzioni e perseguire prestazioni superiori”.

Sul fronte tecnico, Tom Sacoman, responsabile delle operazioni SRT, ha aggiunto un dettaglio interessante sul metodo di lavoro: “La divisione SRT sta sfruttando lo sviluppo rapido e l’ingegneria interfunzionale per valutare le tecnologie emergenti in termini di prestazioni. In questo caso, pre caricando elettromeccanicamente i turbocompressori prima che l’energia dei gas di scarico sia disponibile, siamo in grado di migliorare significativamente la risposta alla sovralimentazione e la guidabilità”.

La divisione Street and Racing Technology, questo il nome per esteso di SRT, ribadisce così la propria posizione nel campo delle innovazioni legate alle prestazioni. Un lavoro che non passa dalla rinuncia al motore termico, ma dall’elettrificazione di un componente specifico, il compressore, per correggere un difetto storico della sovralimentazione. Il pedale risponde subito, la spinta arriva senza attese, e il rumore di fondo resta quello di un sei cilindri in linea ad alte prestazioni.

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