DuckDuckGo sta vivendo settimane decisamente movimentate negli Stati Uniti, e il motivo va cercato proprio in casa Google. Mentre il colosso di Mountain View durante il Google I/O 2026 ha messo l’intelligenza artificiale al centro di praticamente ogni annuncio, una parte degli utenti ha cominciato a guardare altrove. E i numeri, almeno per ora, raccontano una storia interessante: c’è ancora chi cerca una ricerca pulita, senza fronzoli generativi.
L’evento ha visto Google presentare quello che l’azienda stessa ha definito il più grande cambiamento della Ricerca Google degli ultimi 25 anni. Una bella affermazione, non c’è che dire. Nuove funzioni basate sull’IA, un’interfaccia ripensata per rendere tutto più conversazionale e personalizzato. L’idea di fondo è aiutare le persone a capire meglio le informazioni e ottenere risposte più ricche. Solo che non tutti hanno applaudito.
Gli utenti iPhone tornano verso una ricerca più tradizionale
Subito dopo gli annunci del Google I/O, DuckDuckGo avrebbe visto un interesse in costante salita verso il proprio motore di ricerca. A muoversi sono stati soprattutto gli utenti americani, quelli che preferiscono un’esperienza più classica e meno modellata sull’intelligenza artificiale. Il dato che salta all’occhio riguarda iPhone: negli Stati Uniti le installazioni dell’app su iOS sarebbero cresciute in media del 33% settimana su settimana. Per dare un’idea, la crescita complessiva del servizio si è fermata al 18,1%, quindi parliamo di un balzo nettamente più marcato sulla piattaforma Apple.
Anche la versione senza IA del motore, quella raggiungibile tramite il portale noai.duckduckgo.com, ha beneficiato di questo nuovo slancio. Le visite sono aumentate in media del 22,7% su base settimanale, segno che una fetta di pubblico sta cercando attivamente strumenti che limitino o tolgano del tutto le funzionalità generative. Non è un caso isolato, insomma, ma una scelta consapevole.
Un fenomeno tutto americano, almeno per ora
C’è un altro dettaglio che merita attenzione, e riguarda la geografia. L’aumento registrato negli Stati Uniti è stato decisamente superiore rispetto al resto del mondo. Questo fa pensare che il fenomeno sia legato in modo diretto alle novità che Google ha annunciato proprio per il mercato statunitense. Difficile considerarlo una coincidenza.
È presto per dire se si tratti di un picco momentaneo o dell’inizio di qualcosa di più solido. DuckDuckGo però mette in evidenza un punto curioso: l’incremento non si è esaurito nei giorni subito successivi al Google I/O, ma ha continuato ad accelerare anche durante il fine settimana del Memorial Day, periodo in cui di solito l’attività online tende a rallentare parecchio.
E qui arriva un piccolo paradosso. La stessa DuckDuckGo non è del tutto estranea al mondo dell’IA. Negli ultimi mesi ha introdotto alcune funzioni basate sull’intelligenza artificiale, ma con un approccio diverso rispetto ai concorrenti più ingombranti: questi strumenti restano opzionali e si possono disattivare completamente, lasciando spazio a chi vuole una ricerca tradizionale.
Tutto questo mette a fuoco una dinamica che si fa sempre più evidente nel settore tech. Da un lato tante aziende infilano l’intelligenza artificiale ovunque, dall’altro esiste ancora una porzione di utenti affezionata a esperienze semplici, prevedibili, prive di elementi generativi. Nei prossimi mesi si capirà se questa richiesta diventerà una crescita stabile per alternative come DuckDuckGo oppure se le persone si abitueranno in fretta alla nuova visione della ricerca firmata Google.