Dreame è ufficialmente diventata la realtà numero uno al mondo nel campo dei robot aspirapolvere, scavalcando nomi che fino a poco tempo fa sembravano intoccabili. A dirlo sono i dati di IDC, una delle società che da anni misura con una certa precisione l’andamento di parecchi mercati, compreso quello tecnologico. E qui il quadro che emerge racconta di un settore in fermento, dove le posizioni cambiano in fretta.
Per capire quanto sia rapido questo movimento basta guardare gli ultimi anni. Fino al 2024 a comandare era ancora iRobot, l’azienda che di fatto ha inventato la categoria stessa dei robot per la pulizia dei pavimenti. Poi, verso la fine di quello stesso anno, è arrivata Roborock a portarle via lo scettro. Una leadership che però è durata poco, perché adesso, dopo appena un anno scarso, c’è di nuovo un cambio in cima alla classifica.
Una crescita che non accenna a rallentare
Il bello, se così si può dire, è che Dreame Technology non si è limitata a vincere di misura. Secondo il report di IDC l’azienda risulta prima sia per numero di unità vendute, sia per fatturato. Due primati che camminano insieme e che raccontano di un business cresciuto in modo equilibrato, senza zone deboli. Non è il classico caso dell’azienda che svende per fare volumi: qui i conti tornano da entrambe le parti.
Nel comunicato con cui ha ripreso questi numeri, Dreame ha parlato di una crescita annua superiore al 100% per sei anni di fila. Un ritmo che, va detto, è difficilissimo da mantenere, soprattutto in un comparto come quello degli elettrodomestici, che di solito è tutto fuorché esplosivo. La categoria è relativamente giovane, certo, ma sei anni consecutivi a quei livelli restano un risultato fuori dal comune.
I numeri complessivi aiutano a farsi un’idea della portata della cosa. Si parla di oltre 11 milioni di unità consegnate, una presenza che tocca più di 120 tra Paesi e regioni, e una rete commerciale fatta da più di 6.500 negozi monomarca sparsi un po’ ovunque nel mondo.
Dove Dreame domina davvero
C’è un dato che più di tutti racconta la solidità di questa leadership di mercato: in almeno 30 Paesi Dreame occupa la prima posizione assoluta. E non si ferma qui, perché in 10 di questi la sua quota supera addirittura il 50%. Tradotto, significa che in quei mercati più di un robot aspirapolvere su due venduto porta il suo marchio.
Dietro questo risultato c’è una gamma piuttosto ampia, capace di parlare a pubblici molto diversi. Da un lato chi cerca un robot dal prezzo contenuto, senza troppe pretese ma con la voglia di liberarsi dalla scopa. Dall’altro chi invece è disposto a mettere mano al portafoglio per portarsi a casa le tecnologie di pulizia più avanzate del momento. Coprire entrambi gli estremi, e tutto quello che sta in mezzo, è esattamente la mossa che permette di scalare classifiche del genere.