Dieselgate, una parola che evoca uno degli scandali più clamorosi dell’industria automobilistica, torna a far parlare di sé per una ragione finalmente positiva: in Italia, 46.740 automobilisti hanno ottenuto il risarcimento dopo anni di battaglie legali. La vicenda, che nel 2015 aveva travolto il Gruppo Volkswagen con la scoperta della manipolazione delle emissioni sui motori diesel, si chiude con quello che è a tutti gli effetti un risultato storico per la tutela dei consumatori italiani.
L’accordo da oltre 42 milioni di euro
Tutto nasce dall’azione collettiva promossa da Altroconsumo, che dopo oltre dieci anni di lavoro è riuscita a portare a casa un accordo transattivo con il Gruppo Volkswagen, raggiunto a maggio 2024. I numeri parlano chiaro: 46.740 consumatori risarciti, per un valore complessivo che supera i 42,8 milioni di euro. Chi aveva acquistato uno dei veicoli coinvolti tra il 2009 e il 2015, e che era stato ammesso dal giudice all’azione, ha ricevuto rimborsi compresi tra 550 e 1.100 euro per singola autovettura. Una cifra che poteva salire ulteriormente di 300 euro nel caso di comproprietari del veicolo.
Parliamo del risultato più significativo mai ottenuto in Italia attraverso uno strumento di tutela collettiva. Non è una cosa da poco, soprattutto considerando quanto sia stato lungo e complesso il percorso che ha portato a questo punto. Il Dieselgate aveva coinvolto milioni di persone nel mondo, ma riuscire a tradurre lo sdegno in risarcimenti concreti è tutt’altra storia. E qui, per una volta, la storia ha un finale diverso dal solito.
Le parole di Altroconsumo e il peso di questo precedente
Federico Cavallo, Responsabile Corporate Affairs & Public Relations di Altroconsumo, non ha nascosto la soddisfazione: “Sono numeri record: ben 46.700 consumatori ammessi all’azione collettiva hanno aderito all’accordo raggiunto dalla nostra organizzazione più di un anno fa. Questo risultato dimostra che la tutela collettiva dei consumatori può essere efficace e portare risultati concreti anche al di là della via giudiziale, quando c’è dialogo e positiva collaborazione tra le parti”.
Parole che pesano, perché descrivono qualcosa che in Italia si vede raramente: un’azione legale collettiva che funziona davvero. Il Dieselgate aveva generato rabbia e frustrazione tra chi si era ritrovato con un’auto le cui emissioni reali erano ben diverse da quelle dichiarate. Ottenere un risarcimento era sembrato a lungo un miraggio. Invece l’operazione, gestita anche attraverso una piattaforma dedicata per l’adesione all’accordo, ha prodotto quello che lo stesso Cavallo definisce un “risultato concreto e del tutto inedito nel nostro Paese”.