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Il finale di Cyberpunk: Edgerunners 2 ha spiazzato una parte del pubblico, che si aspettava una chiusura sulla falsariga della prima stagione. A spiegare il perché di questa scelta è stato direttamente Bartosz Sztybor, showrunner e sceneggiatore della serie animata, che ha chiarito come mai la storia non ricalchi le soluzioni adottate nell’epilogo del primo capitolo. Chi non ha ancora visto gli ultimi episodi farebbe bene a fermarsi qui, perché da questo punto in avanti gli spoiler non mancano.
Il noir come chiave di lettura
Per Sztybor tutto parte da una radice precisa. “Cyberpunk nasce dal noir, e nel noir c’è sempre un personaggio contrapposto alla città”, ha spiegato. Il nodo centrale, secondo lo sceneggiatore, è che contro la città o contro il sistema non si vince mai. È una regola del genere che attraversa tutto questo universo narrativo e che inevitabilmente pesa anche sul modo in cui le storie arrivano alla loro conclusione.
Eppure c’è un aspetto che molti spettatori tendono a trascurare. Lo stesso Sztybor ammette di non considerare la prima stagione come un racconto dal finale apertamente negativo, anzi. Ai suoi occhi si tratta in qualche modo di un lieto fine. Il malinteso, a suo dire, nasce dalla cultura pop in cui siamo immersi, piena di film che propongono epiloghi estremamente zuccherosi con la classica formula del “vissero per sempre felici e contenti”. Abituati a quel modello, si finisce per credere che ogni chiusura di Cyberpunk o di Edgerunners sia per forza cupa, quando magari non è così.
Il ragionamento dello showrunner è piuttosto lineare. Nessuno abbatte la malvagia megacorporazione, ed è giusto così perché non sarebbe realistico. Però il protagonista può essersi salvato, oppure può essere riuscito a restare sé stesso fino all’ultimo, a compiere una scelta precisa o a sacrificarsi per una persona amata. Anche questa, secondo Sztybor, è una forma di lieto fine, perché significa essere rimasti fedeli alla propria natura fino in fondo. Si tratta di una tragedia, certo, ma tanto il noir quanto Cyberpunk cercano semplicemente di mostrare come funziona la vita reale.
Una strada diversa per la seconda stagione
La prima stagione aveva lasciato il segno soprattutto grazie al suo epilogo devastante. Non sorprende quindi che, all’annuncio di Edgerunners 2, in tanti abbiano dato per scontato un racconto altrettanto drammatico nelle sue battute finali. Gli autori hanno invece imboccato una via in parte diversa, senza però tradire lo spirito e le atmosfere di un mondo che conferma ancora una volta un enorme potenziale sul piano narrativo.
Il nuovo ciclo di episodi punta comunque a riproporre gli ingredienti che avevano decretato il successo dello show originale. Su tutti spicca un comparto artistico eccezionale, affiancato da una trama più comprensibile rispetto al passato. Un equilibrio che sembra pensato per tenere insieme chi conosce già questo universo e chi ci si avvicina per la prima volta.
Le speranze di CD Projekt RED
Dietro la serie c’è anche un interesse molto concreto. CD Projekt RED spera ovviamente che la seconda stagione produca un effetto simile alla prima, che a suo tempo aveva dato una spinta significativa alle vendite di Cyberpunk 2077. Non a caso lo studio ha annunciato a sorpresa l’update 2.5 del gioco, ispirato proprio a Edgerunners 2, in concomitanza con l’arrivo della nuova stagione su Netflix.
Fonte: TecnoAndroid


